AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il 'record' del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005.
Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022
Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986.
Stabilità e frizioni
Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'".
Meloni e Tajani
Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani".
Sicurezza e giustizia
Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo.
Ddl sicurezza
Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano.
Reddito di cittadinanza e fisco
Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%.
Atlantismo
Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario.
Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana".
Braccio di ferro
E' di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato.