AGI - Il no di Forza Italia, le resistenze nella Lega di cui si è fatto oggi portavoce il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, i distinguo anche all'interno dei gruppi di Fratelli d'Italia: la battaglia sulle preferenze portata avanti da Fdi non fa passi avanti a 72 ore dall'approdo del testo della legge elettorale del centrodestra in Aula alla Camera.
Le posizioni al momento sono cristallizzate, anche se il capo organizzativo del partito di via della Scrofa, Giovanni Donzelli, manifesta ancora ottimismo. L'alleanza - ricorda - "non si è mai diviso alla Camera e al Senato e non ho motivo di credere che accadrà in maniera diversa questa volta".
Nodo preferenze
L'obiettivo di Fratelli d'Italia resta quello di presentare emendamenti condivisi dalla coalizione, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi si dice convinto che si arriverà a una sintesi, ma per ora su questo punto le distanze nella maggioranza restano. Dietro l'angolo il rischio di una divisione nell'emiciclo, anche se c'è' ancora tempo per arrivare a una intesa.
Il voto fuori sede
Qualora dovessero permanere i dubbi di Forza Italia e della Lega ("Molto difficile inserirle ora", sostiene Molinari, "quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati a un testo di compromesso dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello coi collegi uninominali") Fratelli d'Italia si ritroverebbe davanti al bivio, ovvero se insistere o meno sulle preferenze.
Intanto il centrodestra oggi ha presentato un emendamento per garantire il voto ai fuori sede alle elezioni politiche, ai referendum e alle elezioni europee. "Un passo concreto e strutturale per garantire agli studenti e ai lavoratori fuori sede la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto senza dover affrontare costi e disagi per tornare nel comune di residenza", dicono in una nota congiunta Fabio Roscani (Fratelli d'Italia), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Forza Italia) e Maria Chiara Fazio (Noi moderati).
"Se fanno sul serio saremo quindi pronti a votarlo. E vedremo anche se la maggioranza andrà avanti sulla legge elettorale a colpi di fiducia o se consentirà di modificare questo obbrobrio antidemocratico e incostituzionale, a partire dal tema dell'accesso alla competizione elettorale e dall'introduzione della firma digitale per la presentazione delle liste", afferma il segretario di Piu' Europa Riccardo Magi. Contro la riforma della legge elettorale è tutta l'opposizione (che pensa di rinviare la kermesse a Padova in programma la prossima settimana) a preparare le barricate in Aula.