AGI - Quando l'auto di Giorgia Meloni svolta sulla Willy Brand Strasse per entrare nel palazzo della Cancelleria federale a Berlino l'eco delle polemiche sul coinvolgimento delle basi militari italiane in operazioni belliche statunitensi in Iran è, in un certo senso, lontana. Un viatico per la riunione dei capi di Stato e di governo del 'formato E5', che include le cinque maggiori potenze militari europee: con l'Italia, la Germania, la Francia, il Regno Unito e la Polonia.
Una riunione convocata dal Cancelliere tedesco, Friedrick Merz, per un coordinamento in vista del vertice Nato di Ankara, a luglio. E, soprattutto, per mettere sul tavolo i dossier più caldi: Ucraina e Iran. Ma anche per concordare una postura europea 'unica', o almeno per provarci, da tenere tanto nei confronti delle iniziative di Bruxelles verso Mosca quanto verso il non facile alleato americano.
Meloni e il cambiamento degli equilibri globali
Ed è proprio la premier italiana a sfruttare l'"opportunità di questa riunione" - come lei la definisce - per ricordare a tutti che il vento nel mondo è cambiato, che gli equilibri di un tempo non sono più proponibili, anche perché "chiaramente l'architettura di sicurezza globale sta cambiando con una velocità estrema", e allora bisogna proteggersi a 360 gradi, dai rischi sistemici di un mondo sempre più instabile" "Sappiamo tutti che gli impegni che ci siamo assunti l'anno scorso all'Aja non riguardano solamente la difesa in senso classico - puntualizza Meloni nelle dichiarazioni congiunte alla stampa, al termine del vertice - Abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica che implica mettere al riparo le infrastrutture critiche, garantire gli approvvigionamenti energetici, difendere famiglie e imprese dagli attacchi cyber. Significa rafforzare la capacità di risposta all'emergenza, significa proteggere e difendere le nostre libertà".
Approccio multidimensionale alla sicurezza
Meloni insiste sul fatto che la situazione globale attuale è profondamente diversa da quella di un tempo, marcata da minacce ibride e non solo che vengono da ogni direzione e allora bisogna avere il coraggio di cambiare "i vecchi equilibri della Nato", e di percorrere sempre più convintamente "la strada dell'approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza che è l'unica da perseguire" per l'Europa.
Ruolo dell'Europa e dell'Italia
C'è sintonia tra la presidente del Consiglio e gli altri quattro leader, in primis con Merz, che non a caso ha convocato la riunione, sul fatto che il Vecchio Continente dovrà mostrarsi più pronto e reattivo e sempre meno dipendente dall'alleato americano: "Dobbiamo saper rendere un investimento più efficace possibile, anche per tentare di guidare l'innovazione invece che limitarci a proporre e a seguire". E in queste nuove sfide secondo Meloni anche l'Italia ha un ruolo da giocare: può dare il suo contributo in sul fronte dell'innovazione ma anche a livello logistico e dell'industria militare e, ovviamente - rivendica - impegnarsi in primis per rendere più forte il pilastro europeo dell'Alleanza. "Stiamo portiamo portando avanti con decisione il cammino intrapreso per costruire una componente europea più solida dell'Alleanza Atlantica - assicura - Una componente più forte, in un'ottica chiaramente di complementarietà con la componente americana".
Sostegno a Kiev e missioni internazionali
C'è profonda sintonia tra i cinque partner del gruppo anche sull'approccio da tenere rispetto all'Ucraina che, di fatto, viene 'blindato' a Berlino. Del resto, avverte Meloni, "la pace non è possibile senza sostegno a Kiev e all'interno di uno scenario che - puntualizza - richiede garanzie di sicurezza efficaci contro una nazione aggredita". I cinque partecipanti al vertice sostengono dunque con la stessa convinzione anche il protocollo d'intesa tra Stati Uniti e Iran impegnandosi a seguirne l'attuazione. E ribadiscono la volontà "a partecipare alla missione militare multinazionale guidata da Regno Unito e Francia". Ma, precisano, "non appena le condizioni lo consentiranno e in conformità con i rispettivi requisiti costituzionali".