AGI - Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, lascia il Partito democratico. In un'intervista al Foglio spiega: "La casa dei riformisti non c'è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni". "Il Pd — afferma ancora — ha subito uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili. Il partito che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora".
"Se oggi esiste un luogo nel quale si misurano le credibilità, la forza e il futuro delle democrazie europee, quel luogo è Kyiv. Guardo con stupore — afferma in un altro passaggio — ai distinguo, ai silenzi che accompagnano il dibattito italiano sull'Ucraina". A quanto si apprende da fonti parlamentari europee Pina Picierno, che si è dimessa dal PD, è pronta ad aderire a Renew Europe e al Partito democratico europeo di Sandro Gozi.
In ambito Ue la notizia dell'addio di Picierno circolava da un po'
Nei corridoi del Parlamento europeo la notizia circolava già da un po', e forse anche per questo i commenti si contano sulle dita di una mano. Da tempo in dissenso con la linea politica di Elly Schlein, la vicepresidente dell'Eurocamera da mesi aveva "alzato la voce" chiedendo al partito una posizione chiara sull'Ucraina e contro Putin. La sua ultima iniziativa pubblica nelle fila dem risale al 1 giugno, quando aveva letto l'art. 51 della Costituzione (quello che disciplina la parità di genere) sull'esplanade del Parlamento europeo in occasione della Festa della Repubblica. Accanto a lei c'era il capodelegazione dem Nicola Zingaretti, che finora non ha commentato la decisione.
A rompere il silenzio è stata solo Irene Tinagli che, in un'intervista radiofonica, si è detta "molto dispiaciuta" dell'abbandono. Rivendicando un rapporto personale con Picierno, ha aggiunto di non comprenderne fino in fondo le ragioni: "Per quanto riguarda la politica estera, la posizione sull'Ucraina e sulla Russia, il Pd anche nelle votazioni al Parlamento europeo è sempre stato molto chiaro, una linea che abbiamo sempre avuto tutti insieme. Evidentemente ci sono anche altri aspetti, e penso sia comunque importante parlarne". Dal Pd non arrivano altri commenti: forse per imbarazzo, forse perché la vicenda viene considerata più legata alle dinamiche nazionali che a quelle di Bruxelles.
In ogni caso, dalla "casa riformista" l'approdo ora è Renew Europe, all'interno del Partito Democratico Europeo guidato da Sandro Gozi. Ora si apre la partita del rinnovo delle cariche di presidenza del Parlamento europeo, previsto per l'inizio del 2027. Se con l'addio al Pd la vicepresidenza non è in discussione, molti negli uffici dell'Eurocamera sono pronti a scommettere che Picierno cercherà la riconferma proprio con Renew.
Il benvenuto di Gozi: "Picierno ha il coraggio di dire la verità"
"Pina Picierno ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole. Abbiamo il dovere costruire una grande forza europea di governo, che unisca riformisti, liberali, democratici ed ecologisti pragmatici, per rispondere in modo credibile alle sfide del nostro tempo". Lo afferma Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico europeo.
"La vera divisione è tra chi vuole un'Europa potenza e chi insegue i populismi"
"La guerra in Ucraina, la minaccia delle autocrazie e la competizione globale non aspettano che la sinistra italiana risolva i suoi conflitti identitari: impongono scelte chiare. Oggi la vera divisione non è tra destra e sinistra, ma tra chi vuole un'Europa davvero potenza, capace di decidere e di agire, e chi continua a inseguire populismi, ambiguità e vecchi riflessi ideologici. Perché l'alternativa è semplice: o l'Europa diventa protagonista del proprio destino, oppure saranno altri a decidere per noi".