AGI - "Consolidare l'architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica". Lo dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato ai Prefetti in occasione della festa della Repubblica. In un passaggio della sua riflessione il Capo dello Stato si rivolge in particolare "a quanti sono alla guida dei pubblici uffici" che, nell'esercizio del loro mandato "con capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, sono di grande valore per elaborare risposte efficaci". Anche da questo - sottolinea - "dipende il futuro del Paese". "Sostenere la trama del tessuto sociale, intercettare, insieme alla scuola e alle altre agenzie educative, bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità, è fondamentale", insiste Mattarella sottolineando come "dialogo, ascolto, e prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale".
"Proiettare gli ideali della Repubblica in orizzonte Ue"
"La comunità nazionale, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell'orizzonte europeo", spiega il presidente della Repubblica, richiamando "i volti e la passione civile di tanti cittadini", donne e uomini delle istituzioni, che "generosamente, in ottant'anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all'eroismo e al sacrificio della propria esistenza".
"Il 2 giugno del '46 segnò un nuovo patto"
"Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò - dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione - una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace" ricorda Mattarella.
"La Costituzione vive in chi serve la collettività"
"I valori della Costituzione vivono nell'azione di quanti si pongono al servizio della collettività", spiega il Capo dello Stato. In quest'occasione la comunità nazionale rinnova la memoria di quei momenti fondativi, e "lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente, in ottant'anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all'eroismo e al sacrificio della propria esistenza". In particolare, aggiunge Mattarella, "l'opera dei Prefetti, dispiegandosi ogni giorno nella garanzia delle libertà democratiche, promuovendo legalità e sicurezza, affrontando con tempestività il manifestarsi di situazioni di emergenza nel coordinamento delle attività delle istituzioni, dell'associazionismo, del volontariato, è preziosa per la nostra comunità, anche sul terreno dei conflitti sociali, delle situazioni di crisi, in cui siano a rischio dignità e sicurezza del lavoro, fondamento della nostra convivenza".
"La Repubblica nacque da un esercizio di democrazia"
"La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia", continua Mattarella. Di quell'esercizio democratico, sottolinea ancora il Capo dello Stato, "ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell'ordinamento dello Stato e l'elezione dell'Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d'Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell'anno e per le consultazioni del 2 giugno". Sottolinea Mattarella in un altro passaggio del messaggio.