AGI - Prima Sanchez e Lula, poi Obama e Sanders. Elly Schlein continua a tessere la trama delle sue relazioni internazionali. Venerdì sera, a margine della visita al Salone del Libro di Torino, la segretaria si è intrattenuta per un'ora e mezza con il democratico Usa Bernie Sanders. Secondo quanto si apprende, Schlein e Sanders hanno discusso, sul piano internazionale, dello sforzo contro gli oligarchi e gli autoritarismi.
Sul piano interno, si sono invece confrontati sulle battaglie che stanno facendo entrambi nei rispettivi paesi sugli stipendi, sulla sanità e sulla scuola. Un lavorio entrato nel pieno dopo il referendum che ha bocciato la riforma della giustizia del governo e che, per i dem come per i loro alleati, segna il punto di svolta del governo Meloni e precipita i partiti verso la campagna elettorale in vista delle politiche.
Il tour internazionale di Schlein
Un tour, quello di Schlein, che mira a rafforzare lo standing internazionale della leader dem, osservano fonti parlamentari del Pd, anche in vista della sfida per la leadership con Giuseppe Conte. Ma non solo. La partecipazione di Schlein al summit Global Progressive Mobilisation di Barcellona, prima, e al Global Progress Action di Toronto, poi, sono servite anche a rafforzare la postura europeista del Pd.
I modelli europei del Pd
Pedro Sanchez è il modello di riferimento europeo che la leader dem cita praticamente in ogni intervento pubblico; di Mark Carney ha fatto propria la raccomandazione al vertice di Yerevan: "L'Europa può costruire un nuovo ordine mondiale". Tutto questo assieme alla linea di Schlein sull'Europa, fortemente improntata sul superamento del sistema di veto, adottando decisioni a maggioranza qualificata in luogo del sistema dell'unanimità; su una "vera difesa comune europea", evitando il riarmo dei singoli paesi; e sugli investimenti comuni europei sul modello del Next Generation Eu.
Le tensioni interne nel Pd
Questo, per quello che riguarda la politica estera, vero tallone d'Achille della segretaria che, nei tre anni e mezzo in plancia di comando al Nazareno ha dovuto fronteggiare a più riprese le intemerate dei riformisti dem che la accusavano di un atteggiamento fin troppo tiepido sulla difesa dell'Ucraina dall'aggressione russa e, quindi, schiacciato sulle posizioni M5s. Riformisti che, come altre anime del Pd, si organizzano per 'pesare' anche in vista della stesura del programma della coalizione che verrà.
Energia Popolare e il tema sicurezza
Stefano Bonaccini e Alessandro Alfieri hanno riunito Energia Popolare a Torino sotto la parola d'ordine della sicurezza.
"Abbiamo bisogno di alzare il profilo sulla proposta programmatica perché per battere la destra non basta parlarne male o criticarla, anche se ce ne danno motivo ogni venti secondi, c'è bisogno di una proposta per il Paese. Questo si chiama alternativa", avverte il presidente del Pd.
L'intervento di Walter Veltroni
Gli applausi più convinti sono stati riscossi da uno dei padri nobili del Pd, Walter Veltroni, che ha invitato il centrosinistra a imbracciare la bandiera della sicurezza, non scimmiottando il modello "securitario e populista" del centrodestra che "ha dimostrato di non funzionare", ma affrontando il tema "da sinistra: io penso che la sicurezza sia un tema della sinistra perché ad avere bisogno di sicurezza sono soprattutto i più deboli. La condizione di un uomo anziano o di una donna anziana scippati in metropolitana, o di una ragazza che la sera non si sente tranquilla nel tornare a casa, non è una condizione che la sinistra può ignorare", ha spiegato il primo segretario del Pd.
"Bisogna capire che ciascuno dei problemi che determina l'aumento della violenza ha una radice sociale e chi meglio della sinistra può parlare di questo?", aggiunge.
I riformisti e la sfida europea
Mentre Energia Popolare si riunisce a Torino, a Roma è Graziano Delrio a riunire molte sigle della galassia cattolico-moderata. Ma anche qui, come a Torino, a strappare applausi è un padre nobile del Pd.
"Serve un bel gioco di squadra dei riformisti italiani con altri riformisti europei. Adesso c'è desiderio di cambiamento in Europa e dobbiamo approfittarne. Noi siamo gli unici a difendere la democrazia. Il discorso più bello sull'Europa lo ha fatto il primo ministro Canadese. Ma cosa siamo diventati?", dice Romano Prodi.
La replica di Giuseppe Conte
'Campanelli' riformisti e cattolici suonati all'indirizzo della segretaria e del presidente M5s, Giuseppe Conte. Che risponde: "Il Movimento 5 Stelle non è assolutamente né settario né chiuso rispetto ad altre iniziative politiche di centro. Per noi quel che conta sarà un programma chiaro e condiviso che favorisca finalmente i cittadini, tuteli la migliore qualità di vita degli italiani anziché dei poteri forti", spiega Conte a margine di Nova, la kermesse M5s a Roma: "Chi sposa quest'idea", quella della centralità del cittadino nel programma, "anche a livello internazionale vuole costruire con noi orizzonti di pace e sicurezza".