AGI - Confronto? Sì, ma solo sui temi al centro della vita degli italiani: salari, lavoro e sanità. A poche ore dall'apertura arrivata dalla maggioranza, è questa la linea che emerge dal fronte delle opposizioni. "Consideriamo il testo irricevibile", insistono i dem che non sono convinti dell'apertura arrivata al termine del vertice di maggioranza di ieri sera a Palazzo Chigi.
"Tutti questi vertici rendono meno credibili le parole di Donzelli che dice di voler fare la legge elettorale con le opposizioni". Il responsabile organizzativo di FdI ha ribadito, durante i lavori in Commissione, la disponibilità della maggioranza ad apportare modifiche al testo depositato alla Camera, ad esempio sulla soglia massima per l'attribuzione del premio di maggioranza: "Niente è precostituito, siamo pronti a qualsiasi cambiamento, non c'è un pacchetto chiuso anzi abbiamo rivolto appelli e faremo tavoli con le opposizioni, mi auguro. Siamo pronti a discutere anche sui tetti", ha aggiunto.
Le perplessità del centrosinistra
A sondare fonti del centrosinistra, tuttavia, la mossa della maggioranza sembra nascondere il tentativo di "scaricare sul Parlamento" l'onere di modificare le parti più controverse del testo, a cominciare proprio dal premio "abnorme". Ma non solo.
Le critiche del Pd sul merito
"Al momento non siamo ancora nella fase di una analisi nel merito", spiegano fonti parlamentari del Pd: "Il premio di maggioranza è spropositato e questo è criticato anche dagli esperti ascoltati durante le audizioni. La maggioranza vorrebbe che le modifiche tecniche le facessero le opposizioni. Ma quel premio di maggioranza non funziona, così come non funziona il ballottaggio, il doppio turno. Prima di entrare nei posizionamenti politici devono fare un punto sulle modifiche, che non possono essere scaricate sul Parlamento".
Al di là di questo, poi, per il Pd c'è "una contraddizione di fondo nel ragionamento fatto dalla maggioranza: da una parte dicono che è il governo della stabilità, dall'altra dicono che la legge vigente non garantisce stabilità. Se è vero che questo è il secondo governo più longevo, delle due affermazioni, una è falsa".
La posizione di Giuseppe Conte
La verità, per i dem, è che "vedono il centrosinistra che si è unito e hanno paura, perché la divisione del centrosinistra è stata l'unica ragione della loro vittoria". È la tesi messa nero su bianco da Giuseppe Conte. Per il presidente M5s il centrodestra vuole cambiare la legge elettorale "per provare in tutti i modi a vincere dopo la batosta del referendum.
Economia e crisi sociale
"Intanto", osserva Conte, "i rincari fuori controllo a carico di famiglie e imprese, 3 anni di crollo della produzione industriale e multinazionali come Electrolux che avviano un massacro sociale con 1700 esuberi, licenziamenti e chiusure in vista, calo degli stipendi dell'8% in quattro anni.
Da mesi", prosegue l'ex premier, "chiediamo di liberare risorse per un grande piano industriale e di investimenti che rimetta in piedi l'Italia e sostenga le famiglie alleggerendo la pressione fiscale record e il boom della cassa integrazione".
Il no sul premierato
A respingere con decisione l'approccio della maggioranza è anche il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia: "Ci sediamo a un tavolo solo se si parla di stipendi e salari", avverte: "Con chi mantiene sul tavolo il premierato non abbiamo nulla da discutere. A noi interessa discutere solo di come alzare gli stipendi agli italiani".
La critica di Riccardo Magi
Riccardo Magi ribadisce che "se la maggioranza avesse voluto un confronto sulla legge elettorale l'avrebbe dovuto cercare prima di depositare una propria proposta in parlamento. Adesso si sono infilati in un vicolo cieco".