AGI - Primo via libera della Camera alla riforma costituzionale che attribuisce maggiori poteri a Roma Capitale. I voti a favore sono 159, i contrari 33 e 55 gli astenuti. Oltre alla maggioranza, hanno votato sì anche i deputati di Azione. Hanno invece votato contro Avs e M5s, mentre si sono astenuti i deputati di Iv e Pd. La riforma costituzionale - che passa ora all’esame del Senato - modifica l’articolo 114 della Costituzione inserendo Roma Capitale tra i livelli di governo di cui si compone la Repubblica. In particolare, si stabiliscono le materie di competenza legislativa del nuovo ente e si prevede l’approvazione di una legge rinforzata dello Stato contenente l’ordinamento di Roma Capitale e che stabilisce forme di decentramento amministrativo determinandone i principi.
Autonomia e decentramento
Sono, altresì, attribuite condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria. Ancora, si prevede che Roma Capitale attui il decentramento amministrativo sulla base della legge statale. Infine, con una modifica introdotta in sede referente in commissione, si consente, con legge statale, l’attribuzione ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane di specifiche e ulteriori funzioni amministrative, in conformità ai principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
Rapporti con città metropolitana e Regione
Il territorio dell’ente Roma Capitale, dotato di poteri legislativi in materie concorrenti e residuali, si trova all’interno della città metropolitana di Roma Capitale. Pertanto, quest’ultima si troverà ad esercitare funzioni amministrative in settori – ad esempio il trasporto pubblico locale e il commercio – per i quali nel suo territorio potrebbero risultare agenti due legislazioni diverse, quella di Roma Capitale e quella della Regione Lazio.
Materie di legislazione concorrente
Quindi Roma Capitale avrà una potestà legislativa concorrente nelle seguenti materie: governo del territorio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali.
Materie di competenza residuale
Per quel che concerne la competenza residuale, Roma Capitale eserciterà potestà legislativa nelle seguenti materie: trasporto pubblico locale; turismo; commercio; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; polizia amministrativa locale; organizzazione amministrativa di Roma Capitale.
Equiparazione alle Regioni e coordinamento
La potestà legislativa di Roma Capitale è equiparata a quella delle Regioni a statuto ordinario, con competenze sia in materie di legislazione concorrente sia in materie di competenza residuale. Sono poi previsti strumenti di coordinamento con la Regione Lazio, in particolare in relazione a possibili forme di autonomia differenziata, nonché l’applicazione a Roma Capitale delle principali disposizioni costituzionali in materia di autonomie territoriali. L’esercizio di tali funzioni legislative sarà possibile a decorrere dalle prime elezioni dell’Assemblea di Roma Capitale successive all’entrata in vigore della riforma costituzionale.
Modifica dell’articolo 114
Ecco come cambia nei punti principali, a seguito del ddl, l’articolo 114 della Carta: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, da Roma Capitale, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane, Roma Capitale e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. Esercita la potestà legislativa nelle seguenti materie: trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa di Roma Capitale”.
Lo stupore di Giorgia Meloni
"È stata approvata oggi, in prima lettura alla Camera, la riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale e per attribuire al Campidoglio i poteri legislativi necessari per occuparsi di materie che toccano da vicino la vita dei romani e l’interesse dell’Italia tutta, perché una Capitale che funziona aiuta la crescita dell’intera Nazione. Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito Democratico di astenersi”, è stato il primo commento della premier Giorgia Meloni.
“È una scelta che colpisce molto - ha proseguito - perché, com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Ma il Pd ha deciso di non rispettare gli impegni presi e di interrompere un processo costituente pienamente condiviso, e che aveva visto finora il pieno coinvolgimento del Campidoglio e della Regione Lazio e che aveva trovato maturazione in Parlamento”. La conclusione per Meloni è una sola: "E' impossibile accogliere l’invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani. Oggi si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini”.
La posizione del Partito democratico
“La riforma dell’ordinamento di Roma Capitale ha compiuto oggi il primo passo in Parlamento. È una riforma di valore nazionale che punta a dare una nuova forma, più forte e solida, un profilo europeo al potere democratico della Capitale d’Italia e che prevede facoltà legislative utili per la vita quotidiana di famiglie e imprese" ha detto il deputato del Partito Democratico Roberto Morassut, intervenuto in Aula alla Camera per annunciare l’astensione dei dem.
“Per rendere la riforma davvero efficace – ha continuato Morassut – occorreranno adeguate risorse. Come Pd abbiamo chiesto che il governo presenti presto e in parallelo alla riforma costituzionale una legge ordinaria che garantisca i mezzi e le risorse necessarie. Per questo oggi abbiamo espresso un voto di ‘astensione costruttiva’, perché questa garanzia, fortemente richiesta dal sindaco Gualtieri, non c’è ancora”. “Ci auguriamo che il governo mantenga gli impegni assunti nel confronto interistituzionale su questo punto, consentendo il nostro pieno voto favorevole nelle prossime letture. Sarebbe per tutti un errore non cogliere questa straordinaria occasione che non riguarda solo Roma ma l’Italia”.
Gualtieri, "bene l'ok della Camera, ora le risorse"
Sulla stessa linea, anche il sindaco Roberto Gualtieri: "L'approvazione da parte della Camera dei Deputati in prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale su Roma Capitale è un fatto positivo che consente l'avvio dell'iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo, necessario per dotare la Capitale di un ordinamento, di poteri e di risorse adeguati al suo ruolo".
"Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio e da questo punto di vista il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non è stato di aiuto - ha aggiunto -. Ora è importante che il processo di riforma prosegua, che si definiscano al più presto in modo condiviso i contenuti della legge ordinaria e le risorse necessarie ad attuare il nuovo quadro normativo, e che tutti si impegnino per arrivare a un completamento della riforma entro la fine della legislatura sulla base di un'ampia maggioranza parlamentare".