AGI - Il Quirinale chiede approfondimenti sui requisiti per la grazia a Nicole Minetti. È quanto si legge in una lettera inviata dal Colle al Ministero della Giustizia.
Il Colle scrive a Nordio sulla grazia a Minetti
“In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”, si legge nella lettera, “su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”.
I dubbi del Colle
L’iniziativa del Colle arriva dopo alcune notizie pubblicate sui quotidiani dalle quali emergerebbero circostanze diverse da quelle descritte al Presidente della Repubblica per sostenere la domanda di grazia.
Il parere favorevole alla grazia per Minetti
In particolare, il Procuratore generale di Milano e il Ministro Carlo Nordio avrebbero motivato il parere favorevole alla grazia in quanto l’affidamento in prova di Nicole Minetti le avrebbe reso estremamente difficile la cura e l’assistenza di un minore, sottoposto, per una grave patologia, a periodiche visite e a terapie specialistiche all’estero.
La competenza istruttoria del Ministero
Fonti del Quirinale, a questo proposito, fanno notare che la richiesta è stata rivolta al Ministero della Giustizia, competente in via esclusiva a svolgere l’attività istruttoria in merito alle domande di grazia, come affermato dalla Corte Costituzionale (sentenza 200 del 2006).
Il ruolo del Presidente della Repubblica
In sostanza, fa notare la stessa fonte, il Presidente della Repubblica non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall’autorità giudiziaria e dal Ministro della Giustizia.
L’istruttoria interna del ministero della Giustizia
Il Ministero della Giustizia, sulla base della richiesta del Quirinale, ha aperto un’istruttoria interna sul caso della grazia a Nicole Minetti. È quanto fa sapere il dicastero di via Arenula, che sta operando le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti alla luce anche delle recenti notizie di stampa.
La procura generale di Milano attende la delega dal dicastero
La procura generale di Milano attende la delega dal ministero della Giustizia per svolgere ulteriori accertamenti sulle presunte discordanze rilevate dal Quirinale sulla domanda di grazia. Gli approfondimenti riguarderanno l'iter dell'adozione del minore, centrale nella concessione della grazia, da parte dell'ex igienista dentale e del suo compagno Giuseppe Cipriani.
La grazia a Minetti diventa un caso politico
Intanto la grazia concessa a Minetti diventa un caso politico con Avs che presenterà un'interrogazione parlamentare e il Pd che chiede le dimissioni di Nordio.
Il Pd: "Nordio faccia un passo indietro"
“Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.
“Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce”, sottolinea l’esponente dem.
“Qualora emergesse la falsità di alcuni elementi sottoposti al Quirinale, saremmo di fronte a un segnale evidente di superficialità nella gestione di un procedimento di massima sensibilità costituzionale. Un atteggiamento che equivarrebbe al tradimento del rapporto fiduciario istituzionale con il Quirinale da parte del ministro Nordio, che rappresenta il vertice della nostra Repubblica e il garante della Costituzione. Sarebbe inaudito. Ma già il fatto che ne stiamo discutendo è estremamente grave: Meloni non può far finta di nulla. Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c’è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro”, conclude Serracchiani.
Avs annuncia un'interrogazione parlamentare
"Quanto sta emergendo sul caso della grazia a Nicole Minetti è gravissimo e inquietante. Dopo l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, che solleva pesanti dubbi sulla ricostruzione alla base della richiesta di clemenza, il Quirinale ha chiesto con urgenza chiarimenti al ministero della Giustizia. Parliamo di elementi che, secondo quanto riportato, non tornano: dalla vicenda del minore fino a circostanze mai pienamente verificate, su cui ora è indispensabile fare luce". Lo afferma Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.
"Il Presidente della Repubblica ha agito sulla base degli atti trasmessi dal ministero guidato da Carlo Nordio. Se emergono dubbi sulla veridicità o completezza di quegli elementi, è necessario accertare responsabilità e passaggi istruttori. Per questo annuncio la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio, anche alla luce dell’inchiesta giornalistica, per sapere quali verifiche siano state effettuate e se vi siano state omissioni o informazioni non corrette nella domanda di grazia. La grazia è un atto delicatissimo che non può poggiare su zone d’ombra. Il Paese ha diritto alla verità", conclude il parlamentare Avs.