AGI - La gup di Milano Giulia Marozzi ha rinviato a giudizio Marcello Dell'Utri con l'imputazione di intestazione fittizia di beni e di aver violato la normativa antimafia per aver omesso di comunicare le variazioni patrimoniali per oltre 10,8 milioni di euro ricevuti con diversi bonifici da Silvio Berlusconi.
I difensori di Dell'Utri: "Dimostreremo la sua innocenza"
Marcello Dell'Utri va a processo per la mancata comunicazione di avere ricevuto 10 milioni e 840mila euro da Silvio Berlusconi. La precisazione sulla somma arriva dai suoi legali che in una nota ribadiscono l'innocenza del loro assistito.
"Con riferimento al rinvio a giudizio, si rileva che la medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte della signora Ratti e del dottor Dell’Utri - scrivono Francesco Centonze e Filippo Dinacci per Marcello Dell’Utri e Tullio Padovani e Lodovica Beduschi per Miranda Ratti -. Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento".
Il processo si aprirà l'8 luglio
Dell'Utri, difeso dai legali Francesco Centonze e Filippo Dinacci, risulta essere sottoposto alla misura di prevenzione per la condanna definitiva del 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa. A processo è stata rinviata anche la moglie in concorso con il marito Miranda Ratti.
Il processo si aprirà il prossimo 8 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. L'inchiesta era nata a Firenze prima di essere trasmessa a Milano dopo che era caduta l'aggravante mafiosa di aver avuto un ruolo nelle stragi del 1994.