AGI - Dopo la vittoria del No al referendum in Italia, la fine dell'era Orban in Ungheria appare a Schlein e Conte come un altro colpo assestato all'internazionale delle destre sovraniste. I due leader lo hanno spiegato in contemporanea, ma a qualche centinaio di metri di distanza: la dem al Nazareno, davanti alla direzione nazionale, e il secondo al Tempio di Adriano, alla platea raccolta per la presentazione del libro "Una nuova primavera".
Tuttavia, se gli aruspici ungheresi segnalano che il vento è cambiato, bisogna pure che quel vento si sappia catturare. La segretaria dem propone di tenere in vita quei comitati civici risultati "preziosi" per la vittoria referendaria. Ma le vele dei progressisti, da questo punto di vista, sono tutte ancora da mettere insieme. Intanto, c'è da scrivere un programma con il quale presentarsi agli elettori, un lavoro sul quale i partiti sembrano aver mosso qualche passo, come si è visto alla kermesse di Più Europa sugli "Stati Uniti d'Europa".
Difesa comune e alleanze nel campo progressista
In quell'occasione Giuseppe Conte ha sottolineato con forza la necessità di procedere rapidamente verso la difesa comune europea, ma senza passare per il riarmo dei singoli Stati Membri. Soprattutto, il leader M5s ha respinto fermamente l'ipotesi di acquistare gas dalla Russia. Posizioni che riducono le distanze dai dem e che sembrano preparare il tavolo di coalizione a cui sono pronti a sedere Schlein, Bonelli, Fratoianni e Magi. "Ho già dato la mia disponibilità ad Avs", dice la segretaria dem guadagnandosi il plauso del segretario di Più Europa: "Per noi il metodo e il merito dei temi vengono prima dei nomi", dice Magi.
Il nodo della premiership e lo strumento delle primarie
Il riferimento ai nomi, però, non è banale; il tema della premiership è ancora ben presente sul tavolo. Fra i dem, molti preferirebbero evitare il ricorso alle primarie di coalizione per timore che una gara fratricida possa raffreddare l'entusiasmo partecipativo. Schlein ha dalla sua il precedente delle primarie aperte vinte contro Bonaccini, mentre Conte può spendere la carta dell'esperienza, avendo già guidato due governi. Lo strumento migliore per Conte rimane quello delle primarie, per evitare l'automatismo che vede premier l'esponente del partito con più voti, che fino a oggi è il Pd.
Unità sulla pace e reazioni internazionali
La segretaria dem continua a predicare unità invocando una piazza del centrosinistra sulla pace, come fatto a giugno 2025 su Gaza: "Li sentirò per dare la nostra disponibilità a mobilitarci insieme per la pace e la giustizia sociale". Nell'attesa, il centrosinistra parla a una voce nel condannare l'attacco di Trump al Papa e nel chiedere alla premier Meloni una condanna chiara. "Le parole di Papa Leone XIV sono la migliore reazione agli attacchi insostenibili e inqualificabili arrivati da Trump. Solidarietà al Pontefice", dice Conte, chiedendo risposte sulla posizione del governo rispetto a Trump e agli attacchi in Iran.