AGI - "Il nostro obiettivo" nel Golfo "è dare una mano per poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così, in un video sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica, quello che abbiamo voluto dare è un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner e che continuano a subire attacchi da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è fare testimonianza ma è dare una mano ad affrontare i problemi". Così, in un video registrato diffuso sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
"In Patria come nelle missioni internazionali, il nostro lavoro ha una bussola precisa: difendere l'interesse italiano". Ha concluso la premier Meloni alla fine della sua missione nel Golfo Persico
La missione della premier Meloni nel Golfo
La premier Meloni ha concluso due giorni intensi di incontri in Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti per esprimere "solidarietà verso nazioni che sono amiche ma, chiaramente", anche per "garantire all'Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari", ha spiegato la stessa premier in una intervista al Tg1 andata in onda ieri sera.
La prima tappa: Arabia Saudita
Arrivata nel primo pomeriggio di venerdì a Gedda, Meloni è stata ricevuta dal Principe Ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Nel corso del colloquio i due leader hanno discusso dell'assistenza militare difensiva fornita dall'Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto che coinvolge l'Iran e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall'attuale ciclo di conflittualità. L'incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l'impatto della crisi su imprese e cittadini. I due leader hanno inoltre concordato sull'importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
La seconda tappa: Qatar
La seconda tappa della missione, nella giornata odierna, è stata Doha, dove Meloni è stata ricevuta dall'Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al-Thani. Meloni ha prima di tutto ringraziato l'Emiro per l'assistenza fornita nell'evacuazione dei numerosi cittadini italiani, in particolare turisti in transito, che hanno voluto lasciare il Qatar all'inizio del conflitto e ha sottolineato il messaggio di vicinanza che la sua presenza intende esprimere a fronte degli attacchi iraniani al Qatar. La premier e l'Emiro hanno discusso degli sforzi diplomatici in corso per l'uscita dalla crisi e per garantire un'architettura di sicurezza regionale sostenibile. I due leader hanno quindi approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti. In questo quadro, Meloni ha assicurato la disponibilità dell'Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale. È stato anche ribadito come sia urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz. Meloni e Al-Thani hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee.
La terza tappa: Emirati Arabi Uniti
Terza e ultima tappa di questo tour sono stati gli Emirati Arabi Uniti, dove Meloni ha incontrato il presidente Mohamed bin Zayed Al-Nahyan. Anche in questo caso la premier ha espresso la "forte vicinanza dell'Italia a una nazione amica, vittima di continui attacchi dell'Iran". Meloni ha inoltre tenuto a "manifestare profonda gratitudine per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani presenti negli Emirati all'inizio del conflitto". E in tale quadro, il colloquio ha focalizzato l'attenzione sulle prospettive del conflitto e sulle condizioni necessarie per la cessazione delle ostilità, a partire dalla necessità di assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. La conversazione ha infine permesso di fare il punto sulla cooperazione bilaterale, con particolare riferimento a un ulteriore rafforzamento degli investimenti reciproci nei settori strategici dell'energia, della difesa e della sicurezza.
Una visita segreta e strategica
Quella di Meloni è stata la prima visita nella regione da parte di un leader di UE, G20 e NATO dall'inizio della guerra; una visita, hanno rivelato fonti italiane, che era stata tenuta segreta per ragioni di sicurezza, data la situazione in Medio Oriente, in particolare con i bombardamenti dell'Iran che continuano anche in queste ore. Ma, nonostante le difficoltà, Meloni ha voluto essere in presenza nei tre Paesi del Golfo. In Italia la missione è stata criticata dal Pd e Avs, mentre il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha parlato di "scelta politicamente intelligente", anche se occorre "allacciarsi le cinture" perché "ci attendono mesi difficili".