AGI - Elly Schlein va oltre l'esito del referendum sulla giustizia: "Noi batteremo Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Non ci avete mai sentito chiedere una volta il voto a questo referendum per dire 'votate contro questo governo'". Parlando a 'In altre parole' su La7 la segretaria del Pd spiega: "Questa riforma è fatta da un governo che pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba essere sottoposto a un controllo di legalità. Noi pensiamo che chi è al governo debba essere giudicato e sottoposto al controllo come accade a tutti i cittadini".
"Giorgia Meloni - ricorda Schlein - ha vinto anche perché il nostro campo era diviso, non c'era una coalizione. Lavorando faticosamente in questi tre anni, oggi possiamo dire che c'è una coalizione, l'abbiamo presentata insieme in tutte le regioni che sono andate al voto nel 2025. Ne abbiamo vinte diverse così come abbiamo vinto tanti comuni. È chiaro che c'è ancora del lavoro da fare, c'è un lavoro da fare sul programma e ci metteremo d'accordo anche sulla modalità per scegliere chi guida, ma non partiamo da zero".
La scelta del leader della coalizione
La modalità per individuare il leader della coalizione di centrosinistra "la sceglieremo insieme". Elly Schlein chiarisce: "C'è chi fa accordi, come fa la destra dicendo 'va chi prende un voto in più alle elezioni', oppure si possono anche adottare modalità come le primarie a cui ho già dato la mia disponibilità", ha aggiunto.
Dialogo con Meloni su Iran e guerra
Con la presidente del Consiglio, rivela la segretaria dem, "siamo d'accordo che ci sentiremo ogni volta che sarà necessario", sull'Iran. Benissimo che ci sia un canale aperto tra governo e opposizioni", ma il governo deve aprire anche "un canale con Trump e Netanyahu" per "dire loro di fermare questa guerra illegale che gli italiani non vogliono pagare. La democrazia non si esporta con le bombe".
Differenze su Trump
"Io e Meloni la pensiamo molto diversamente su Trump - spiega ancora Schlein - perché non mi sarebbe mai venuto in mente di proporre il Nobel per la pace a un uomo che sta portando guerre, che ha bombardato sette Paesi in un anno di mandato e che sta portando il caos anche nelle strade delle sue città, perché non dimentichiamo gli agenti federali dell'Ice che hanno sparato anche a dei cittadini americani. Questa amicizia e questa subalternità verso la visione di Trump che attacca frontalmente l'Europa, sta danneggiando anche gli interessi nazionali italiani", conclude la segretaria del Pd.