AGI - Il treno di Forza Italia, i gazebo della Lega. E la polemica con il leader M5s Giuseppe Conte su una metafora dell'ex premier sul referendum come "calcio in faccia dai cittadini" al governo. Il centrodestra si avvia verso la fase finale della campagna elettorale per il voto del 22 e 23 marzo prossimi, tra mobilitazione per il Sì e un botta e risposta con Conte.
A Roma, in vista della 'volata' referendaria, ci sono Antonio Tajani e Matteo Salvini. Il primo partecipa a una conferenza stampa alla Stazione Tiburtina per l'arrivo dei treni dell'iniziativa di Forza Italia 'Una Freccia per il Sì', poi interviene all'incontro dei giovani del partito, sempre a tema Sì al referendum. Il secondo si reca in uno dei 1500 gazebo organizzati dalla Lega in tutta Italia.
"Chi vota Sì vota per una giustizia più veloce, più libera e indipendente dai partiti, dalle correnti e dalla politica. C'è una casta minoritaria dei giudici che decide chi viene promosso, chi viene bocciato, nessuno paga per i suoi errori, ci sono migliaia di italiani ingiustamente indagati, addirittura arrestati e messi in galera e poi rilasciati con una vita rovinata e nessuno paga", dice Salvini, che parla del voto favorevole alla riforma della giustizia come di "una scelta di libertà", per "togliere le correnti, lo strapotere della politica e dei partiti che inquinano i tribunali".
Le dichiarazioni di Salvini sul voto
Per Salvini "sbaglia chi la butta in rissa". "Io vedo tanta gente che silenziosamente, laboriosamente andrà a votare Sì, anche a sinistra, anche tra i giudici, anche tra i magistrati, tra i pm, tra gli avvocati", aggiunge. Alla Stazione Tiburtina, appunto, è la volta di Tajani. Il leader 'azzurro' interviene alla conferenza stampa del partito, in occasione dell'arrivo delle 'Frecce' - con a bordo militanti di FI e sostenitori del Sì - da Firenze e da Napoli. "Il referendum serve per cominciare a cambiare il nostro Paese, non è un referendum sul governo. Sul governo si voterà l'anno prossimo e i cittadini decideranno se abbiamo lavorato bene". Quindi la 'stoccata': "Mi fa schifo la mafia, mi fa schifo la 'ndrangheta, mi fa schifo la camorra, mi fa schifo la Sacra corona unita, e voto Sì".
Tajani e la riforma della giustizia
E, ancora, riferito alle recenti frasi del Procuratore Nicola Gratteri, riportate da 'Il Foglio': "Noi i conti non li vogliamo fare con nessuno, né con chi vince né con chi perde. Questa non è una riforma di destra, né di centro e né di sinistra. La riforma non va contro la magistratura, non serve a fare contare il governo nella magistratura. Noi non vogliamo mettere i pm sotto il governo, è una bugia colossale". Insomma - come ribadisce Tajani parlando ai giovani di FI al Salone delle Colonne all'Eur - "è una riforma che ridà sacralità alla toga, inzaccherata dalle correnti".
Sanzioni alla Russia: Salvini e Tajani divisi
Mentre, sulle sanzioni alla Russia, le opinioni sono divergenti. "Trump ha allentato le sanzioni, secondo me ha fatto bene", spiega Salvini. "Assolutamente sì", risponde invece Tajani a chi gli chiede se l'Europa debba mantenere le sanzioni a Mosca.
La polemica con Giuseppe Conte
E il centrodestra reagisce a una frase di Conte, che in mattinata dice: "Questa è la loro unica riforma. Se prendono un calcio in faccia dai cittadini, è chiaro che crolla tutto. Ma politicamente, poi, magari restano abbarbicati lì". Dal governo risponde il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. "Il presidente Giuseppe Conte confonde il referendum del 22 e 23 marzo con le elezioni Politiche previste nel 2027", sottolinea Mantovano, mentre da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia sono diverse le voci che stigmatizzano l'uscita del presidente del M5s.
Solidarietà di Conte a Meloni e Nordio
Conte che, dopo la notizia delle immagini bruciate di Giorgia Meloni e Carlo Nordio durante un corteo a Roma, esprime solidarietà alla premier e al Guardasigilli. "Il M5s è contrario ad ogni forma di violenza e a gesti che la richiamano. Per questa ragione condanno senza esitazioni e con fermezza quanto accaduto poco fa in piazza a Roma, dove sono state bruciate le immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro Carlo Nordio", dice l'ex presidente del Consiglio. Che, il 18 marzo, sarà a Piazza del Popolo per un evento del No insieme alla segretaria del Pd Elly Schlein e ai leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.