AGI - Un'immagine che raffigurava la premier Giorgia Meloni mentre tiene al guinzaglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rappresentato con una museruola è stata data alle fiamme oggi a Roma durante il corteo promosso da Potere al Popolo e dal Comitato per il 'No sociale' al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Sull'immagine compariva anche la scritta "no al vostro Referendum". Poco dopo i manifestanti hanno incendiato una seconda immagine della premier, questa volta mentre stringe la mano al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, con tanto di scritta "no al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 mln di sfollati".
La nota dell'Anm
"Esprimiamo la nostra solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio per quanto accaduto al corteo di Roma", scrive in una nota l'Associazione nazionale magistrati, che invita "ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi".
La replica del Comitato Camere Penali per il Sì
Il Comitato 'Camere Penali per il Sì' alla riforma costituzionale, nell'esprimere "piena solidarietà" al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio, parla di "episodio grave che conferma come questa campagna referendaria abbia ormai oltrepassato i limiti del confronto democratico e civile". In questa "degenerazione dei toni - aggiungono le Camere penali - pesa gravemente la responsabilità dell'Associazione nazionale magistrati, che ha scelto di condurre una campagna fondata sulla disinformazione e sulla diffusione di paure del tutto infondate, al solo scopo di difendere uno status quo non più tollerabile. E' intollerabile che si sia arrivati perfino a sostenere che a votare Sì sarebbero indagati, imputati o mafiosi: parole gravissime, che offendono milioni di cittadini onesti e gettano un'ulteriore ombra sul confronto democratico. Chi alimenta falsità e allarmismi si assume una responsabilità politica e morale precisa per il clima che si è creato".
La condanna del mondo politico
Anche il mondo politico ha condannato quanto accaduto alla manifestazione.
"Durante il corteo di oggi a Roma abbiamo assistito ancora una volta a incomprensibili e inaccettabili gesti d'odio nei confronti di esponenti del governo - ha scritto sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa -. Il mio auspicio è che in questi ultimi giorni di campagna referendaria prevalga finalmente il confronto allo scontro. Al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rivolgo la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica".
Anche il mondo politico ha condannato quanto accaduto alla manifestazione. "Esprimo solidarietà al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per i gesti di odio e le immagini bruciate durante il corteo di oggi a Roma - ha commentato il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana -. Rivolgo il mio appello affinché il confronto referendario possa svilupparsi nel merito delle questioni, senza esondare in atti che rischiano soltanto di avvelenare il clima e alimentare inutili tensioni".
"Esprimiamo la più ferma condanna per quanto accaduto oggi a Roma - ha affermato la senatrice della Lega Erika Stefani, componente della commissione Giustizia a Palazzo Madama -. Manifestare è un diritto sacrosanto, ma bruciare in piazza cartelloni che ritraggono il presidente Meloni e il ministro Nordio è un gesto veramente gravissimo che nulla ha a che vedere con la democrazia. Questi atti di violenza simbolica, che hanno visto anche l'incendio della bandiera Usa e di altre effigi istituzionali al grido di 'no al referendum', alimentano un clima d'odio inaccettabile. La nostra totale solidarietà va a Meloni e Nordio: non ci faremo intimidire da chi usa il dissenso per calpestare il rispetto delle istituzioni".
Le parole di Giuseppe Conte
Dello stesso tenore le parole di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle. "Il M5s è contrario ad ogni forma di violenza e a gesti che la richiamano - ha detto l'ex premier -. Per questa ragione condanno senza esitazioni e con fermezza quanto accaduto poco fa in piazza a Roma, dove sono state bruciate le immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro Carlo Nordio. Questo governo deve andare a casa con la forza delle idee e della democrazia, non a colpi di odio e violenza. Mancano una manciata di giorni all'appuntamento del referendum, a chi scende in piazza oggi e nei prossimi giorni dico: continuiamo a spiegare e ribadire le ragioni del NO democraticamente, con aperte discussioni. Rifiutiamo tutti le manifestazioni di violenza che anzi si prestano alle strumentalizzazioni di chi vuole dipingere il vasto popolo del NO come un coacervo indistinto di odio e intolleranza", ha concluso Conte.
Chi ha aderito al corteo
Alla manifestazione di Roma hanno aderito collettivi studenteschi (come Osa e Cambiare Rotta) movimenti per la Palestina, cittadini, No Tav, lotta per la casa, Usb. Il corteo, da piazza della Repubblica procederà fino a Piazza San Giovanni. Sulle note del brano 'Casa mia' di Ghali, la testa del corteo ha raggiunto piazza San Giovanni in Laterano, mentre la coda sta ancora attraversando Via Merulana. "Siamo in 20mila", l'annuncio da parte degli organizzatori. Secondo fonti delle forze dell'ordine, invece, i manifestanti sarebbero 5mila. Mentre è in corso un comizio dal carro di testa in piazza San Giovanni è ripresa la circolazione veicolare.
Bruciata anche immagine di Trump con bandiera Usa
Fagotti bianchi macchiati di rosso sono stati disposti sull'asfalto di piazza San Giovanni, a Roma, a rappresentare i corpi delle bambine morte nel bombardamento che ha distrutto la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, in Iran, nel primo giorno dei raid attribuiti a Stati Uniti e Israele. Ci sono anche le fotografie di alcune delle piccole vittime. Nella stessa piazza è stata anche bruciata una foto di Trump con l'immagine della bandiera Usa.
La scena è stata allestita durante la manifestazione che ha raggiunto la piazza tra gli slogan "Israele assassino" e "Giù le mani dall'Iran". Un cartello invita i passanti a immedesimarsi nella tragedia: "Guarda queste salme: se sei una madre è tuo figlio, se sei un fratello è tua sorella. Se sei umano, fai in modo che non succeda mai più". In testa al corteo, sin dalla partenza, sventolavano le bandiere della Palestina e dell'Iran.
Nordio ringrazia per la solidarietà
"Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà, in particolare il presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l'Associazione nazionale magistrati. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti". Lo dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando delle attestazioni di solidarietà ricevute per la foto, che lo ritraeva insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, bruciata durante il corteo di oggi pomeriggio a Roma. "Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall'intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi", sottolinea il Guardasigilli.