AGI - Una cabina di regia permanente a palazzo Chigi, vicinanza alla popolazione civile che "con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici", monitoraggio della situazione a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti nell'area: Giorgia Meloni riunisce due volte i suoi vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i vertici dell'Intelligence e i sottosegretari alla presidenza Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari per fare un punto dopo gli attacchi americani e israeliani all'Iran.
Il governo - spiega in serata palazzo Chigi - lavora "per una soluzione a favore della stabilità della Regione". La premier nel corso della giornata sente alcuni partner europei, a partire dal cancelliere Merz e dal primo ministro Starmer. E si confronta con i leader del Golfo, tra cui il re del Bahrein, l'emiro del Kuwait, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, l'emiro del Qatar, il principe ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita (in corso poi ci sono ulteriori contatti con il sultano dell'Oman e il re di Giordania). A quest'ultimi esprime la vicinanza del nostro Paese, condanna gli "ingiustificabili attacchi" dell'Iran, poi ricorda "la repressione violenta e ingiustificabile" di Teheran contro chi è sceso in piazza nelle scorse settimane per difendere i propri diritti civili e politici. Nessun riferimento alle operazioni portate avanti da Donald Trump e da Benjamin Netanyahu, mentre dopo il vertice di questa mattina palazzo Chigi aveva fatto sapere di puntare a "sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni".
La sicurezza degli italiani e la posizione di Tajani
La priorità è garantire l'incolumità degli italiani militari e civili, "tutti i nostri connazionali" che sono stati invitati alla prudenza "sono in buone condizioni", spiega il ministro degli Esteri dopo una riunione con gli ambasciatori d'Italia in Medio Oriente. L'Italia è pronta all'evacuazione dei circa 500 italiani presenti nel paese via Azerbaigian, "l'importante è non uscire di casa e dagli alberghi. Molti spazi aerei sono chiusi ed è quindi inutile anche andare negli aeroporti". "L'Europa non so quanto possa fare in questo momento: la partita - ha sottolineato Tajani - è nelle mani di Iran, Israele e Stati Uniti. Noi continuiamo a insistere perché si possa concludere la fase della guerra e si possa trovare un accordo, che l'Iran rinunci al suo programma minaccioso nucleare, perché l'Iran con una bomba atomica sarebbe molto pericolosa per tutto il territorio". Nessun italiano coinvolto, i militari italiani dell'Aeronautica "che sono nella base in Kuwait che è stata attaccata con i missili dall'Iran erano tutti nel bunker". Il convincimento è che "non sarà una guerra lampo, durerà giorni". "I servizi di intelligence sono al lavoro" per prevenire gli attacchi. La richiesta è che Teheran non blocchi lo stretto di Hormuz.
L'appello dell'Unione europea e le prime reazioni
È l'Unione europea a lanciare un invito alla descalation. Parigi, Berlino e Londra fanno fronte unico: il presidente francese, Emmanuel Macron, il premier britannico, Keir Starmer, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz in una dichiarazione congiunta lanciano un appello alla ripresa dei negoziati e allo stesso tempo condannano "con la massima fermezza" gli attacchi iraniani contro i paesi della regione. La missione navale Ue Eunavfor Aspides "rimane in stato di massima allerta", ha spiegato l'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas. Domani è previsto un Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell'Unione. "La situazione è grave e preoccupante", ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano. "A quanto mi risulta siamo stati avvertiti ad attacco iniziato", ha detto Salvini, "tanti giovani iraniani oggi in strada, davanti alle scuole e nelle piazze. Festeggiano, ma soprattutto sfidano apertamente il regime islamico di Teheran, senza paura".
Apprensione del governo e misure di sicurezza
C'è apprensione nel governo, anche per i turisti bloccati negli aeroporti e, in generale, per le conseguenze dell'escalation della tensione. Nel nostro Paese sono state rafforzate le misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi dopo un confronto con il capo della polizia Vittorio Pisani ha fatto diramare una disposizione urgente. Il ministro della difesa Guido Crosetto - bloccato a Dubai: era partito ieri da Roma con un volo civile per andare a prendere la propria famiglia negli Emirati Arabi e fare rientro insieme in Italia ma sono stati bloccati i voli - sottolinea come sia necessario "evitare ogni spiralizzazione del conflitto. È - rimarca - evidente come vi siano tentativi di estendere il coinvolgimento di ulteriori attori: proprio per questo il coordinamento internazionale e l'azione diplomatica restano fondamentali. L'Italia continua a sostenere con determinazione il dialogo politico".
Le reazioni dell'opposizione e le richieste
L'opposizione attacca: "La triste verità è che mai come ora l'Italia si trova in posizione di totale marginalità internazionale", l'affondo del M5s. "Bisogna schierarsi contro azioni di attacco unilaterale come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell'Iran e gettano in un caos imprevedibile il Medio Oriente", sostiene il leader dei pentastellati Giuseppe Conte. "Il governo Meloni si ricordi che l'Italia ripudia la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali", sostiene il Pd. "Chiediamo al governo di adoperarsi in tutte le sedi multilaterali per una descalation e impedire un allargamento del conflitto, con conseguenze potenzialmente incalcolabili", la richiesta della segretaria dem Elly Schlein. "È bene che Meloni prenda le distanze da Trump e da Netanyahu", sostiene +Europa. Sulla stessa lunghezza d'onda Avs. "Esprimiamo vicinanza al popolo iraniano e a tutte le popolazioni che subiscono le conseguenze della guerra e della repressione", l'affondo del segretario generale della Cgil Maurizio Landini. "Siamo di fronte a una tragedia e basta", il parere dell'ex premier Romano Prodi.