AGI - Il 22 e 23 marzo si voterà per il referendum sulla riforma della Giustizia, voluta dal governo Meloni e approvata, in 4 letture, da Camera e Senato. Ma per cosa si vota nello specifico? E cosa ha di diverso rispetto agli altri referendum? Ecco il referendum spiegato in 7 semplici punti.
Che tipo di referendum è?
Quello sulla riforma della giustizia è un referendum costituzionale confermativo, regolato all'articolo 138 della Costituzione. Questo vuol dire che gli elettori potranno votare “Sì” se sono d’accordo con l’approvazione della riforma, “No” se sono contrari. Non è previsto il quorum (a differenza dei referendum abrogativi), quindi il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti.
Cosa si vota?
La riforma costituzionale al vaglio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, modifica l'ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e dei pm, istituendo due Consigli superiori della magistratura. Il primo è per i giudicanti e l’altro per i requirenti). Nasce inoltre una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati). Ma ecco i quesiti:
Giudice o pm?
La modifica sostanziale della riforma della giustizia, spiega il Corriere, interviene sull’articolo 104 della Costituzione: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, recita fin qui. Ora si aggiunge una frase: “Essa è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”.
Come funziona oggi?
In base alle regole attuali, ricorda Pagella Politica, tutti i magistrati seguono lo stesso percorso formativo e nel corso della carriera possono decidere di cambiare funzione, passando dal ruolo di giudice a quello di Pm al massimo una volta, ed entro i primi dieci anni della sua attività. Fino al 2022, anno in cui è stata approvata la riforma della giustizia voluta dall’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, i magistrati potevano cambiare funzione fino a un massimo di quattro volte.
La riforma costituzionale presentata dal governo propone di separare le carriere dei magistrati requirenti da quelli giudicanti: in questo modo, ogni magistrato dovrà scegliere all’inizio della propria carriera se assumere il ruolo di giudice o quello di Pm, senza la possibilità di cambiamenti successivi.
Come cambia il Csm?
Per effetto della separazione delle carriere, si sdoppia anche il Consiglio superiore della magistratura. Uno sarà il Csm della magistratura giudicante, l’altro il Csm della magistratura requirente.
La riforma prevede per entrambi che siano “presieduti dal Presidente della Repubblica”, come l’attuale Csm. I membri di diritto saranno, rispettivamente il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Perché le proteste?
A scatenare le proteste di opposizione e dell’Associazione nazionale dei magistrati è il fatto che i componenti degli organi non saranno più eletti ma estratti a sorte: i membri togati tra tutti i magistrati, giudicanti e requirenti, quelli laici (un terzo) da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune.
Qual è il ruolo dell'Alta corte?
L’ultima novità: l’introduzione di un'Alta corte disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari. Dell’Alta corte faranno parte 15 membri, per lo più togati, mentre il presidente è eletto tra i membri laici.