AGI - Un nuovo fronte di scontro interno fra la maggioranza del Partito Democratico e la minoranza riformista si apre sull'aumento dell'età pensionabile, contrastato dalla maggioranza e difeso dai riformisti.
L'antefatto: dal 2029 potrebbero essere necessari 3 mesi in più per andare in pensione, che sommati ai 3 che si aggiungeranno tra 2027 e 2028 in base all'adeguamento periodico dell'aspettativa di vita porterebbero l'età di uscita dal lavoro a 67 anni e 6 mesi. Questo, secondo le stime contenute nelle tabelle della Nota di aggiornamento (Rapporto 26) delle 'Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario' elaborate a dicembre 2025 dalla Ragioneria Generale dello Stato.
La mozione di Pd, Avs e M5s
L'ultima legge di bilancio ha sterilizzato l'aumento di un mese dell'età pensionabile già da quest'anno, che scatterà dal 2027, mentre dal 2028 si aggiungeranno altri due mesi portando la soglia di uscita a 67 anni e 3 mesi.
Il Pd si è espresso ufficialmente attraverso una mozione sottoscritta anche dal Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, a prima firma della capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga, in cui si legge, al primo punto: "Rivedere, sin dal primo provvedimento utile, la decisione di incrementare i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione e a eliminarne il meccanismo di revisione periodica, abolendo immediatamente il meccanismo automatico di adeguamento all’aspettativa di vita, escludendo altresì ogni ulteriore iniziativa volta a prolungare il già improprio strumento delle finestre di uscita".
Mozione bocciata in Aula ieri, a favore di quella di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia che chiede al governo "più flessibilità e meno automatismi" nel calcolo dell'età pensionabile. Ma la scelta che aveva sollevato forti dubbi all'interno dell'area riformista.
La posizione dei riformisti
I riformisti non erano presenti al momento del voto, ma durante i colloqui intercorsi negli ultimi giorni è emersa una sensibilità spiccatamente contraria all'ipotesi di congelamento dell'età pensionabile. E oggi è Giorgio Gori, europarlamentare Pd dell'area più critica nei confronti del Nazareno, a scrivere sui social. "È un fatto noto che la sostenibilità del sistema previdenziale richiede che l’età pensionabile si adatti al progressivo aumento delle aspettative di vita".
È un fatto noto che la sostenibilità del sistema previdenziale richiede che l’età pensionabile si adatti al progressivo aumento delle aspettative di vita.
— Giorgio Gori (@giorgio_gori) January 29, 2026
Dalla mia parte politica mi sarei aspettato quindi un attacco al governo per la scelta demagogica di diluire su tre anni lo…
Quindi le critiche alla linea del partito: "Dalla mia parte politica mi sarei aspettato un attacco al governo per la scelta demagogica di diluire su tre anni lo scatto previsto nel 2026. E invece no, lo accusiamo del contrario, e chiediamo addirittura di abolire il meccanismo automatico di adeguamento all’aspettativa di vita, cosa che in vent’anni porterebbe a un aumento di 450 miliardi di debito pubblico. Fatico davvero a capire".
Il botta e risposta con Scotto
Critica che sembra mirare in particolare al deputato Pd Arturo Scotto, tra i primi a criticare il governo ieri in Aula. La mozione di maggioranza, per Scotto, è "una presa in giro. Parlano di flessibilità dopo avere svuotato opzione donna e le tutele per usuranti e gravosi".
Da qui l'attacco via social di Gori, al quale Scotto risponde: "Forse ti sarà sfuggito che già nella legge di bilancio avevamo criticato l’aumento dell’età pensionabile per il 96 per cento dei lavoratori. Il meccanismo automatico di adeguamento all’aspettativa di vita lo ha introdotto la destra con Maroni nel 2009".
Pronta la controreplica di Gori: "A te invece dev’essere sfuggito che il Pd ha sostenuto e sempre difeso la riforma Fornero. Quello che voleva abolirla era Salvini, non noi".