AGI - Primo via libera da parte della Camera alla proposta di legge sui lobbisti, che regolamenta i soggetti che esercitano la rappresentanza di interessi e i connotati dell'attività di lobbying. Viene inoltre istituito un Registro nazionale dei lobbisti, presso il Cnel, a cui viene anche affidato il compito di sorveglianza, attraverso un comitato composto da 10 membri. Previste poi anche delle sanzioni pecuniarie, fino a un massimo di 5.000 euro nei confronti del rappresentante di interessi che fornisca false informazioni ed ometta di fornire informazioni alla cui comunicazione è tenuto. Ora toccherà al Senato approvare il provvedimento in via definitiva.
Attività di lobby
La proposta di legge disciplina l'attività di relazioni istituzionali, intesa come contributo alla formazione delle decisioni pubbliche, svolta dai rappresentanti di interessi. I principi che ispirano la disciplina sono quelli di pubblicità, partecipazione democratica, di pluralismo, di trasparenza, di valorizzazione delle competenze tecniche e di conoscibilità dei processi decisionali. Le finalità sono: garantire la trasparenza dei processi decisionali; assicurare la conoscibilità dell'attività dei soggetti che concorrono alla definizione dei processi decisionali; favorire l'ordinata partecipazione ai processi decisionali; consentire l'acquisizione, da parte dei decisori pubblici, di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli, ai fini di una migliore valutazione dell'impatto sociale, economico e amministrativo, nonché, in base all'integrazione approvata in sede referente, dell'impatto di genere della decisione pubblica.
I 'decisori pubblici'
La proposta di legge individua diverse categorie di "decisori pubblici" presso i quali i rappresentanti di interessi svolgono l'attività di relazione oggetto di disciplina dell'intervento normativo. Tra questi figurano i membri del Parlamento e del Governo; i presidenti, gli assessori e i consiglieri regionali; i presidenti e i consiglieri delle province; i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali dei comuni capoluogo di regione; i presidenti e i componenti delle autorità indipendenti; gli organi di vertice degli enti pubblici statali; regionali e locali.
Chi sono i lobbisti
I rappresentanti di interessi sono i soggetti che svolgono un'attività di rappresentanza di interessi di rilevanza anche non generale e anche di natura non economica, al fine di promuovere, o di contrastare, secondo l'integrazione approvata in sede referente, l'avvio di processi decisionali pubblici in corso, nonché i soggetti che svolgono, in base a mandato o a contratto di lavoro subordinato, per conto dell'organizzazione di appartenenza l'attività di rappresentanza di interessi nell'ambito o per conto di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi, ivi comprese le organizzazioni senza scopo di lucro.
Sono esclusi dall'attività di lobby, tra gli altri, giornalisti e funzionari pubblici per i rapporti con i decisori pubblici attinenti all'esercizio della loro professione o funzione, il personale dei gruppi parlamentari e dei gruppi consiliari regionali e degli enti locali, rappresentanti di governi e partiti, movimenti e gruppi politici stranieri, organizzazioni intergovernative, i rappresentanti delle confessioni religiose riconosciute, partiti, movimenti e gruppi politici (l'esclusione però non si applica alle organizzazioni create da partiti politici o ad essi affiliate), organizzazioni sindacali. Sono previste inoltre una serie di cause di esclusione o incompatibilità per l'iscrizione nel Registro pubblico, tra cui l'essere minorenni o aver riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio, la personalità dello Stato e l'amministrazione della giustizia.
Registro dei lobbisti
Viene istituito presso il Cnel un registro dei soggetti che svolgono attività di rappresentanza di interessi, denominato "registro pubblico per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi". Viene inoltre prevista una agenda degli incontri tra decisori pubblici e rappresentanti di interessi iscritti al registro. Si prevede l'adozione di un Codice deontologico dei rappresentanti di interessi da parte del Comitato di sorveglianza istituito presso il Cnel.
Comitato di sorveglianza
L'attività di controllo è affidata ad un comitato di sorveglianza incardinato presso il Cnel. Sono dieci i componenti, tra cui figurano il presidente del Cnel, tre membri designati dal presidente stesso attingendo dalla dotazione dell'ente; sei estratti a sorte da un elenco di trenta soggetti, rinnovato ogni due anni, composto per meta' da professori ordinari di università in materie giuridiche e per meta' da avvocati con almeno venti anni di esercizio della professione.