AGI - Mentre la tensione è sempre più alta tra Washington e Teheran, con un'Armata, guidata dalla portaerei Abraham Lincoln, "pronta a intervenire", minaccia Donald Trump, dall'altra parte del Golfo Persico, negli Emirati Arabi Uniti, si chiede con urgenza di "ripristinare ovunque nel mondo pace e stabilità", anche riscoprendo il valore del dialogo interreligioso come viatico delle relazioni internazionali. Questo l'auspicio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pienamente condiviso dall'omologo emiratino, lo Sceicco Bin Zayed Al Nahyan, a conclusione della prima giornata, ad Abu Dhabi, della sua seconda visita di Stato nel Paese del Golfo dopo quella compiuta nel 2022.
Per il Capo dello Stato si tratta di un ritorno particolarmente "gradito" in un "Paese amico", che – evoca Mattarella arrivando al Qasr Al Shati, complesso residenziale dello Sceicco, nel cuore della capitale – "è la restituzione" della prima, importante, visita ufficiale di Bin Zayed Al Nahyan a Roma, nel febbraio dell'anno scorso. Una visita "che – sottolinea Mattarella rivolgendosi all'omologo – ha lasciato segni concreti nella nostra collaborazione". Il Capo dello Stato, accompagnato dal viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli e da una delegazione ristretta, ha ricevuto a Qasr Al Shati gli onori militari prima di intrattenersi a colloquio con lo Sceicco Bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti e figlio del 'padre fondatore' della federazione, lo sceicco Zayed. È qui che i due capi di Stato hanno potuto riscontrare una totale sintonia sull' "urgente necessità di porre fine ai numerosi conflitti" in atto nel mondo e "contrastare ogni azione che punti a mantenere alta la tensione, particolarmente nel Medio Oriente".
La necessità urgente di dialogo e mediazione
La situazione internazionale, marcata da numerosi focolai d'instabilità e dai conflitti tuttora in atto a Gaza e in Ucraina, è stata – viene confermato a margine dei colloqui – al centro dell'incontro. È tuttavia la "alta tensione" nella regione, alimentata dai contrasti tra Iran da una parte, e Stati Uniti e Israele dall'altra, a preoccupare i due Capi di Stato concordi nel ritenere che in quest'area geopolitica chiave serva quanto mai tenere aperta la via del dialogo e della mediazione politica.
Gli emirati arabi uniti e il dialogo interreligioso
Gli Emirati Arabi Uniti, ricorda non a caso Mattarella nei successivi appuntamenti della giornata, sono "per tanti aspetti un punto di riferimento nella vita internazionale". E tra questi, sottolinea, "c'è anche lo straordinario carattere di apertura al dialogo tra le religioni, che è ben più di tolleranza o di convivenza", perché è un input al contributo che le religioni possono dare per costruire un mondo migliore. Mattarella consegna ai cronisti questa riflessione dopo aver visitato il Museo Nazionale Zayed e il luogo simbolo per eccellenza della convivenza pacifica tra le tre grandi fedi monoteiste, la Casa della Famiglia Abramitica di Abu Dhabi. Un complesso inaugurato nel 2023 e ispirato al Documento sulla fratellanza umana, firmato da Papa Francesco e dal Grande imam di Al-Azhar nel 2019, anno che gli Emirati vollero consacrare alla celebrazione della tolleranza nel mondo.
Cultura, rispetto reciproco e la comunità italiana
All'interno del complesso una Moschea, una Sinagoga e una Chiesa unite tra loro da fondamenta uniche, intorno a un giardino, immagine simbolicamente rilevante per le tre religioni monoteiste. Un luogo carico di significato che oltrepassa la dimensione religiosa per diffondere concretamente la cultura del rispetto reciproco e dello scambio interreligioso, alimentando i valori della convivenza pacifica e dell'accettazione tra persone di credenze e culture diverse. I muri eretti in questo luogo – si legge all'ingresso dell'edificio – "contraddicono la logica divisiva del potere e dell'odio". Un messaggio, quest'ultimo, che riecheggia nel silenzio austero dell'atrio dove è ricostruita la storia della fondazione dell'edificio. Dopo una breve visita al Louvre di Dubai, un'altra realtà museale sorta recentemente sempre sull'isola di Saadiyat, il distretto culturale della Capitale, il presidente Mattarella ha voluto incontrare presso la residenza dell'ambasciatore Italiano negli EAU, Lorenzo Fanara, la comunità di scienziati, docenti e ricercatori italiani che vive e lavora negli Emirati. Connazionali – ha sottolineato Mattarella – che oltre ad aver raggiunto i massimi risultati nei rispettivi ambiti stanno, a loro volta e con il loro impegno, "dando un grande aiuto all'Italia e un prezioso contributo al dialogo internazionale e quindi alla pace".