AGI - La convocazione ufficiale ancora non è arrivata, ma la tanto attesa (soprattutto dai riformisti) direzione del Partito Democratico si farà a breve, forse già la prossima settimana. Elly Schlein ha aperto alle richieste provenienti dalla minoranza interna, ma non solo. Un momento di confronto politico per riallineare il partito all'assetto globale che si è andato sviluppando dall'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, è sentito come necessario anche da alcuni esponenti della maggioranza dem, da Goffredo Bettini ad Andrea Orlando, passando per Marco Sarracino.
La convocazione al più presto
"Spero" di poter convocare la Direzione del partito "al più presto", fa sapere Schlein a margine di una conferenza stampa a Montecitorio: "Spero già la settimana prossima". Una formula ipotetica derivante dall'agenda fissata nei giorni scorsi dalla leader dem, 'pancia a terra' sui dossier con i quali incalzare Giorgia Meloni. Primo fra tutti il referendum: "Il Partito democratico sarà impegnato pancia a terra nella sfida referendaria", spiega la segretaria dem che sembra intenzionata a caricarsi il ruolo di testa d'ariete del fronte del Sì.
I sondaggi cominciano a sorridere ai critici della riforma della separazione delle carriere e i dem vedono la possibilità di sconfiggere Meloni in una partita attesa come il primo tempo delle politiche del 2027. "Abbiamo lanciato in questi giorni la nostra campagna e sui territori daremo una mano al comitato civico per il No che ha iniziato la sua campagna in 10 gennaio", ha aggiunto.
La leader dem mostra tutta l'intenzione di duellare con Meloni su questo e molto altro
Il confronto fra Schlein e Meloni sulla legge per il libero consenso si è tramutato in scontro dopo la modifica del testo apportata da Giulia Bongiorno e la sostituzione del concetto di libero consenso con quello di dissenso. Tanto che Schlein ha sentito il bisogno di sentire direttamente la premier alla quale la segretaria ha chiesto "di fermarsi e di inserire nuovamente il consenso. Non c'è una virgola mediata con il Pd, hanno tradito le donne. Meloni non si faccia dettare la linea dal patriarcato e dalla destra".
L'ultimo fronte in ordine di tempo aperto con Meloni riguarda il maltempo che ha devastato intere zone del Meridione. La presidente del Consiglio ha sorvolato oggi le zone colpite, facendo poi il punto sulle misure di emergenza e assicurando tempestività negli interventi. Dal Pd non mancano di sottolineare come la visita della premier arrivi a 24 ore da quella della segretaria dem. "Solo oggi la presidente del Consiglio è volata in Sicilia. Ci sembra doveroso. Ieri la nostra segretaria Elly Schlein era lì a testimoniare la nostra vicinanza e l'urgenza del tema", dice Francesco Boccia.
Schlein ribadisce la richiesta a Meloni: "Ci sono 1500 persone fuori dalle loro case, lo stanziamento del Consiglio dei Ministri di 100 milioni è del tutto insufficiente. C'è un miliardo di euro messo sul progetto del Ponte di Messina che non potrà comunque essere utilizzato per il blocco della Corte dei Conti: venga immediatamente spostato per dare sostegno ai territori che sono stati colpiti. Invito Meloni e il ministro Salvini a considerare questa proposta molto concreta".
Primo appuntamento a Milano
Assieme a questo, la segretaria avvierà, già dal prossimo week end, una campagna di ascolto su tutto il territorio. Il primo appuntamento è a Milano, Fondazione Feltrinelli, per una iniziativa di 'Demo', la fondazione Pd guidata da Gianni Cuperlo. Una due giorni di incontri e dibattiti con intellettuali che sara' chiusa, domenica, dalla leader dem. Una iniziativa che si accompagna, in qualche modo, alla convocazione della direzione. L'obiettivo, infatti, è dare al Pd una postura nuova "rispetto a un mondo che cambia alla velocità della luce e cambia in modi che erano impensabili fino a tempo fa", spiega la dem.
Parole che riecheggiano le istanze dei riformisti: "Con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa, Italia, credo ci sia bisogno di confronto, di una Direzione aperta, pubblica, non solo tra noi, al chiuso, al riparo", scriveva due giorni fa il senatore Filippo Sensi sui social. Parole che arrivavano dopo alcuni scambi molto tesi fra maggioranza e minoranza dem - come con il ddl Delrio sull'antisemitismo - tanto da fare tornare a circolare nei conciliaboli di Transatlantico la parola scissione. Parola respinta con decisione da Pina Picierno. "Il Pd abbiamo contribuito a farlo nascere, è casa nostra e noi gli vogliamo bene".