AGI - Il giorno dopo la notizia del simbolo depositato da Roberto Vannacci, la Lega prende tempo. In attesa di capire quando vi sarà il chiarimento con Matteo Salvini – le ipotesi sono questo fine settimana o l'inizio della prossima – l'orientamento sembra essere quello di portare avanti un tentativo di 'contenere' le distanze e fare di tutto per evitare lo strappo. In questo senso vanno lette le parole che un dirigente tra i più vicini a Salvini come Claudio Durigon consegna ai taccuini dei cronisti che lo intercettano a Palazzo Montecitorio. "Vannacci è una grande risorsa per la Lega e la Lega è una grande risorsa per Vannacci", scandisce l'esponente leghista.
E sul simbolo di 'Futuro nazione', il vice segretario prova a minimizzare: "Non mi sembra sia l'unico simbolo che ha depositato. E ha detto che non vuole uscire" dalla Lega. Insomma, il ragionamento dei salviniani è che "sarebbe una sciocchezza se Vannacci decidesse di uscire. Se poi pensava di voler scalare la Lega si sbagliava, ma è giusto un confronto su tutto, anche sul tema della remigrazione c'è convergenza". "Chi lascia la Lega finisce nel nulla", aveva sottolineato il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture chiudendo la kermesse dello scorso fine settimana in Abruzzo. Specificando di non volersi riferire a Vannacci. La tesi di chi spinge per la mediazione nella Lega è che l'incontro tra Salvini e l'eurodeputato potrebbe essere la base per un nuovo rilancio. Fatto sta che esponenti vicini al generale sostengono che è difficile ricucire, al di là degli ottimi rapporti tra Vannacci e il leader della Lega. "Una formazione a destra della Lega – spiega all'AGI un esponente vicino al generale – andrebbe a pescare nell'astensionismo, ridarebbe slancio ai temi cari" al partito di via Bellerio. Secondo un sondaggio in possesso dei 'vannacciani', commissionato a fine dicembre, un nuovo partito potrebbe portare in dote un consenso che andrebbe dal 2,6 al 5,8%. Il generale però per il momento frena. Intercettato dai giornalisti a Mendrisio, una città del Canton Ticino, per un evento organizzato su invito della sezione locale dell'Udc, avrebbe assicurato di voler restare nel partito e continuare a coprire il ruolo di europarlamentare.
Reazioni e tentativi di mediazione
Intanto in Transatlantico il 'refrain' nei gruppi è che l'argomento Vannacci sarà affrontato direttamente dai vertici del partito. Anche il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, non sempre tenero in passato con il generale, tenta di smorzare le "polemiche" pur riconoscendo che il deposito di un simbolo le fa scaturire. "Vanno ricomposte quelle che possono essere alcune incomprensioni, alcune magari anche figlie tante volte di articoli sui giornali che indubbiamente hanno un po' soffiato sul fuoco su una questione che mi sembra che sia stata più volte chiarita, sia da parte del generale che ha detto che non ha nessuna intenzione di fondare adesso un nuovo partito, poi ha presentato un simbolo che chiaramente può destare naturalmente delle polemiche", afferma Romeo.
"Però ripeto, io sto a quanto ha detto lui, che non ha nessuna intenzione di fondare un partito. Dall'altra parte il nostro segretario Salvini ha dichiarato con molta chiarezza che interverrà per cercare assolutamente di parlare col generale. Si spera appunto di chiarire una volta per tutte. È il vicesegretario della Lega e io sono convinto e assolutamente tifoso del fatto che si possa assolutamente chiarire al più presto".
Il dilemma di Salvini e la strada del generale
Malgrado i tentativi di rassicurazione, è chiaro a tutti, nel partito, che il problema non è semplice da risolvere. Da una parte, la strada del generale sembra ormai tracciata: tutti gli indizi lo porterebbero fuori dalla Lega, nonostante le smentite. Dall'altra, è altrettanto evidente che Salvini non vorrà apparire come quello che 'caccia' Vannacci. Anche perché è stato proprio lui a consegnargli la tessera della Lega, con gesto eclatante, meno di un anno fa al congresso di Firenze, e un mese dopo a nominarlo suo vice.
L'accusa di plagio sul simbolo
Intanto, è polemica sul simbolo depositato da Vannacci. Il presidente del think tank conservatore 'Nazione futura' accusa il generale di plagio. "Ieri sera mi sono arrivati decine di messaggi che mi dicevano che ci aveva copiato il simbolo. Il nome è il contrario del nostro, il logo è molto simile e per fortuna hanno cambiato il font – afferma Francesco Giubilei –. Si potrebbe pensare a una casualità ma Vannacci, prima di entrare in politica, è stato più volte ospite della nostra associazione, che conosce benissimo. Se poi te ne esci con un logo così... In politica la casualità non esiste. Penso che sia sicuramente ispirato al nostro".