AGI - Sono già oltre 150 i sindaci - tra loro Roberto Gualtieri, Gaetano Manfredi, Stefano Lo Russo, Matteo Lepore, Sara Funaro, Silvia Salis - che hanno aderito all'appello promosso da Ali-Autonomie Locali Italiane e dal Comitato della società civile per il No alla riforma costituzionale sulla giustizia. "Un numero destinato a crescere, continuano infatti ad arrivare in queste ore - spiega una nota - nuove sottoscrizioni da amministratrici e amministratori locali di tutta Italia, a conferma di una forte e diffusa preoccupazione nel mondo dei Comuni rispetto a una riforma che non affronta i problemi reali del sistema giudiziario". E a ribadirlo è proprio Roberto Gualtieri, nella sua veste di presidente di Ali e primo firmatario dell'appello: "Come sindaci e amministratori locali diciamo no al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, perché - avverte il sindaco di Roma - non affronta i problemi reali del sistema giudiziario e rischia di indebolire uno dei pilastri fondamentali della nostra Costituzione".
"Le nostre città - riprende - convivono ogni giorno con le conseguenze di una giustizia lenta, con gravi carenze di personale, infrastrutture informatiche inadeguate, arretrati e procedure spesso farraginose. Questa riforma non interviene su nessuna di queste criticità. Per migliorare davvero la giustizia servono investimenti, assunzioni, modernizzazione delle strutture, criteri trasparenti nelle nomine e una semplificazione normativa che aiuti cittadini e amministrazioni locali". "Non serve riscrivere la Costituzione - conclude Gualtieri - serve far funzionare meglio il sistema della giustizia per garantire a tutti una reale uguaglianza di fronte alla legge".
Le ragioni della contrarietà dei sindaci
Nel documento sottoscritto, le sindache e i sindaci ricordano di aver giurato sulla Costituzione e di sentire quindi il dovere di esprimere pubblicamente la propria contrarietà a una riforma che, pur non incidendo sulle vere emergenze della giustizia, interviene sull'assetto costituzionale della magistratura. L'appello evidenzia come la riforma ponga al centro una 'non questione', quella della separazione delle carriere, già oggi fortemente limitata e riguardante una percentuale minima di magistrati, mentre rischia di indebolire il principio della magistratura come corpo unico, fondato su una comune cultura della giurisdizione e sulla ricerca della verità, anche nell'interesse dell'indagato".
Critiche al sorteggio e richieste di intervento
"Forte contrarietà viene inoltre espressa nei confronti del meccanismo del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno, ritenuto lesivo del principio di responsabilità delle scelte e potenzialmente in grado di aumentare la dipendenza della magistratura dalla politica. Le amministratrici e gli amministratori locali chiedono invece al governo e al Parlamento di intervenire sui nodi strutturali irrisolti: dal sottodimensionamento degli organici alla carenza di personale amministrativo, dalla modernizzazione delle infrastrutture informatiche alla riduzione dell'arretrato, fino alla necessità di una normativa più chiara e coerente, che oggi spesso mette in difficoltà cittadini ed enti locali", dice ancora il sindaco di Roma. Ali annuncia intanto che continuerà nei prossimi giorni a raccogliere e rendere pubbliche le nuove adesioni all'appello."