AGI - Entro fine gennaio sarà pronto il nuovo decreto sicurezza del governo, che quindi approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri. A dettare i tempi è il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Intanto prosegue il fuoco di fila delle opposizioni, che già da giorni indicano proprio il fronte sicurezza tra i "fallimenti" dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. In attesa di capire se nel nuovo pacchetto di norme - che potrebbero essere inserite già nell'odg del Cdm della prossima settimana - ci saranno solo le misure annunciate dalla premier alla conferenza stampa di inizio anno, ovvero quelle sulla ulteriore stretta alle armi da taglio per i minorenni, o se si tratterà di un provvedimento più articolato con al centro misure come l'istituzione di zone a vigilanza rafforzata e contro le 'baby gang',
Piantedosi spiega che il nuovo pacchetto "è frutto del lavoro delle ultime settimane e degli ultimi mesi dei tecnici del Viminale che fa tesoro un po' delle esperienze degli ultimi tempi: è a un buono stato di maturazione, ci sarà una concertazione a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati, dopo di che giungerà, io credo presumibilmente entro la fine del mese, in Consiglio dei ministri per essere approvato". Da capire, anche, se il governo procederà, come da indiscrezioni degli ultimi giorni, attraverso due distinti provvedimenti (un decreto e un ddl). A spingere per un'accelerazione è la Lega, secondo la quale "il pacchetto sicurezza è urgente" ed è quindi "necessario venga approvato al più presto".
Il pressing sulle nuove norme arriva anche sull'onda dell'ultimo episodio di violenza, con l'uccisione di un ragazzo all'interno di una scuola a La Spezia ad opera di un coetaneo e sul ferimento, sempre in una scuola del Frusinate, di un 17enne ad opera di un pari età.
E Piantedosi si interroga su "come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti attraverso l'utilizzo di coltelli portandoseli da casa. Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualche cosa che riguardi anche la cultura, l'educazione di questi ragazzi. E anche un po' la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c'è", dice il ministro.
Valditara e i metal detector
"Quello che possiamo e a mio avviso dobbiamo fare - parole del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara - è, in quelle scuole di maggior rischio dove vi sono più problematiche, consentire ai presidi, magari di intesa con il Prefetto, di installare dei metal detector".
Il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin preferisce pensare ad altro: servono "più valori, più educazione, aiutare questi ragazzi a riflettere, aiutare a vivere anche le cose positive, a non lasciarsi trascinare, certo ci vogliono evidentemente anche misure di sicurezza, non lo neghiamo ma non sono sufficienti".
Le critiche delle opposizioni
La sicurezza "è il simbolo del fallimento del governo", attaccano i capogruppo Pd Chiara Braga e Francesco Boccia. Per M5s non basta inasprire le pene ma bisogna rafforzare la prevenzione attraverso la cultura. Il leader Giuseppe Conte osserva: "Questo è un governo legge e ordine, hanno fatto un decreto sicurezza per prenderci tutti in giro. Ora faranno un 'decretino' sulle armi da taglio, ma sono stati bravissimi ad alimentare le paure e non hanno nessuna risposta. La politica così è una presa in giro", sentenzia. Per Matteo Renzi "il problema della sicurezza è molto più grave di quello che sembra, sono lì da 4 anni e danno la colpa ai sindaci e alla sinistra, ma dovranno giustificare quello che succede. È il governo degli sciacalli: hanno preso tutti i casi di cronaca per aumentare i reati e tengono 500 poliziotti in Albania che sanno che non servono a nulla".