AGI - Via di nuovo la parola 'militari' dal titolo del dl Ucraina: è il frutto di un accordo in maggioranza che ha portato le forze che sostengono l'esecutivo a presentare un emendamento al provvedimento (la proposta di modifica è firmata da Eugenio Zoffili della Lega; Monica Ciamburro di Fdi; Gloria Saccani Jotti di FI e Mara Carfagna di Noi moderati). "La sostanza non cambia", spiega un 'big' di Fratelli d'Italia. Ma il giorno dopo lo strappo di due esponenti leghisti (Edoardo Ziello e Rossano Sasso) sulla risoluzione presentata in occasione delle comunicazioni a Montecitorio del ministro della Difesa Guido Crosetto, a fibrillare sono i gruppi del partito di via Bellerio.
Dal 23 al 25 gennaio, nelle località abruzzesi di Roccaraso e Rivisondoli, si terrà l'iniziativa 'Idee in Movimento' (tre giorni di confronti, dibattiti e momenti di ascolto con ministri, sottosegretari, società civile, dirigenti, militanti e giovani leghisti) ed è stato già preparato un manifesto che viene considerato da alcuni nel partito come una sconfessione delle idee dell'europarlamentare. "Se è questa la linea può succedere di tutto", dice all'AGI a microfoni spenti un militante vicino al generale sull'eventualità che Vannacci si faccia un suo partito.
Fratture interne e voto sul dl Ucraina
La linea di chi appoggia le battaglie del vicesegretario è che in questo modo la frattura rischia di non ricomporsi. Intanto, nelle commissioni Difesa e Affari Esteri della Camera, dove è in discussione il dl Ucraina, arriverà un segnale sul titolo del provvedimento. Un altro lo invia il senatore Claudio Borghi: "Non voterò il prossimo decreto sull'Ucraina, l'ho detto e confermo". "Conto che i prossimi mesi siano quelli della fine del conflitto tra Russia e Ucraina, quindi non ci sarà più bisogno di altri decreti Ucraina", taglia corto Matteo Salvini.
Salvini 'mediatore'. Apello di Vannacci: "no armi a Ucraina"
Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha vestito i panni del mediatore. "C'è posto per capitani e generali, ma soprattutto per la truppa. La forza della Lega è la squadra", ha sottolineato. Il segretario in settimana vedrà il generale che nel frattempo rilancia: "Il mio appello sul no alle armi in Ucraina era rivolto a tutti, perché arrivare ad una pace è interesse nazionale. Questa guerra all'Italia non ha portato nulla di buono, meno commercio, meno ricchezza, caro vita eccessivo". "Non mi faccio condizionare", dice l'europarlamentare.
Tajani: "Il leader della Lega è Salvini"
"Vannacci? Il leader della Lega è Matteo Salvini, conta quello che dice lui", afferma il segretario di FI Antonio Tajani. "Il problema non è Salvini, ma chi gli sta attorno...", rimarca una fonte vicina al generale. "Salvini e la Lega hanno dichiarato determinate cose fino a quindici giorni fa, poi in Parlamento si sono comportati in maniera differente. Questo è un dato di fatto", rilancia il consigliere regionale veneto della Lega Stefano Valdegamberi.