AGI - Il blitz americano in Venezuela e l'arresto di Nicolás Maduro viene criticata dall'opposizione italiana che esprime preoccupazione unanime.
"Chiediamo al Governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia",- incalza Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd che ricorda: "Trump diceva che avrebbe messo fine ai conflitti e portato pace, invece sgancia bombe su Caracas e pensa di riproporre la Dottrina Monroe. L'aggressione di uno Stato sovrano è una grave violazione del diritto internazionale, rappresenta l'ennesimo tassello dello smantellamento dell'ordine multilaterale e non può che portare caos a livello regionale e globale". La preoccupazione principale dei leader politici rimane quella di tutelare la grande comunità italiana residente in Venezuela: sono circa 160 mila i cittadini italiani residenti in Venezuela e 1,5 milioni i discendenti di italiani.
La posizione del Pd: ripudiare la guerra e difendere la legalità
"L'azione militare di Trump in Venezuela configura un'aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale. La nostra Costituzione è chiara: ripudia la guerra come strumento per regolare le controversie". Questa la posizione ufficiale del Pd espressa in una nota dalla segretaria dem Elly Schlein, dopo la riunione, durata due ore, della segreteria del partito.
"«L'attacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale - l'avvertimento di Elly Schlein - il diritto internazionale non è un menù à la carte, i principi della Carta ONU vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia della sicurezza regionale e globale. Quello di oggi rischia di essere un pericoloso precedente per tutti. Non ci rassegniamo a un ordine mondiale che sostituisca la legalità internazionale con la legge del più forte e del più ricco. Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l'azione militare di Trump in Venezuela. Ci aspettiamo invece che l'Unione Europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale e le sedi multilaterali – sedi che l'Italia ha contribuito a fondare per far prevalere le ragioni del diritto e della diplomazia sull'uso militare della forza – anche chiedendo una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite".
Le condanne di Avs e M5s e la violazione del diritto
Anche Avs, con i leader Fratoianni e Bonelli, condanna l'aggressione e incalza il governo perché "prenda subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del Diritto Internazionale". Duro il presidente del M5s: "L'aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica", spiega Giuseppe Conte che chiede a Giorgia Meloni di condannare la «palese violazione del diritto internazionale» da parte degli Stati Uniti, "che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente".
La preoccupazione di Calenda e Più Europa
Di diverso segno la reazione di Carlo Calenda che, pur salutando positivamente il rovesciamento di Maduro – "«una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura" – si dice "molto preoccupato" per "il modo in cui questo è stato fatto". Anche per Riccardo Magi "Maduro è un dittatore che tiene in ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione". Tuttavia, aggiunge il leader di Più Europa, "l'attacco sferrato dagli USA di Trump va oltre ogni limite» e «rischia di scardinare i già fragili equilibri internazionali".
Renzi: aspettiamo prima di dare un giudizio
"Il Venezuela è (o meglio: sarebbe) uno dei Paesi più belli e più ricchi del mondo. La feroce dittatura di Maduro ha privato della libertà, e spesso del cibo, milioni di venezuelani. Il Venezuela senza Maduro è un Paese migliore, senza se e senza ma. Le modalità con cui Trump interpreta il ruolo degli Stati Uniti sono ovviamente molto criticabili o discutibili. E per dare un giudizio compiuto dovremo attendere le prossime ore. Ma intanto il dato di fatto è che il mondo è sempre più ingarbugliato e nessuno sembra in grado di governarlo. Lo scrive il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, su X. "Le istituzioni multilaterali non funzionano, i teatri di guerra sono sempre più numerosi, l'Europa al solito non tocca palla. Perché ci occupiamo di burocrazia e ideologia ma Bruxelles non sa cosa sia la politica estera - aggiunge - saranno anni difficili e pieni di sfide complicate. Proveremo a giocare un ruolo, anche come Italia. Ma se mi chiedete oggi un giudizio sulla vicenda Maduro non chiedetemi di essere triste: oggi il Venezuela è un Paese migliore di ieri. E speriamo che i ragazzi di Caracas oggi, come quelli di Teheran domani, possano tornare ad assaporare la libertà", conclude.
Palazzo Chigi: Italia non ha mai riconosciuto vittoria Maduro
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fa sapere in una nota di aver seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle loro primissime evoluzioni. "L'Italia ha sempre sostenuto l'aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l'Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto", si legge nella nota di Palazzo Chigi.
Rampelli (FdI): auspico che intervento Usa liberi popolo venezuelano
Della compagine governativa parla il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia: "Maduro è un impostore e un dittatore comunista, ha affamato il suo popolo, alterato l'esito delle elezioni del 2024, costretto all'esilio il legittimo vincitore, perseguitato i dissidenti - dichiara - infliggendo sofferenze inaudite e costringendoli in condizioni di carcerazione disumane, trasformato il Venezuela nella più grande piattaforma di narcotraffico del mondo e procurato morte e disperazione a milioni di giovani consumatori di droga e alle vittime delle loro scorribande. Dunque auspichiamo che l'intervento militare americano stavolta liberi fino in fondo il popolo venezuelano dall'oppressione e restituisca la libertà anche ai dodici italiani detenuti a Caracas. Tuttavia - aggiunge Rampelli - emerge preoccupazione per come stanno evolvendo diverse crisi internazionali, tornando a quella legge del più forte che sembrava archiviata o almeno mitigata dall'avvento del diritto internazionale. L'effetto collaterale che si sta innescando è una corsa al riarmo derivata dalla sfiducia nella neutralità e nelle capacità risolutorie delle Nazioni Unite, ma anche nella coesione dell'Occidente", conclude il vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d'Italia.