Così il partito di Giorgia Meloni ha cannibalizzato l'elettorato della Lega

Così il partito di Giorgia Meloni ha cannibalizzato l'elettorato della Lega

Analisi dell'Istituto Cattaneo: il boom di consensi per Fratelli d'Italia, primo partito con il 26% delle preferenze, è dovuto principalmente al passaggio di elettori che in passato avevano votato Lega

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© Maria Laura Antonelli / Agf - Giorgia Meloni e Matteo Salvini

AGI - Il boom di consensi per Fratelli d'Italia, il partito diventato la prima forza politica in Italia con il 26% delle preferenze è dovuto principalmente al passaggio di elettori che in passato avevano votato Lega. È quanto emerge da uno studio dell'Istituto Cattaneo di Bologna sul flusso dei voti tra le diverse forze politiche.

I ricercatori Salvatore Vassallo e Rinaldo Vignati hanno stimato i cambiamenti di voto registrati dalle politiche del 2018 e dalle europee del 2019. Per i grandi comuni sono stati presi in considerazione Torino, Brescia, Genova, Padova, Bologna, Napoli, Salerno, Catanzaro, Catania.

"Il partito di Salvini - si legge nell'analisi - perde voti in varie direzioni. In particolare è ingente la perdita verso Fdi. Ma praticamente ovunque si registrano spostamenti di voti anche verso Forza Italia (rilevanti verso il Sud) e verso l'astensione".

Meno generalizzati, ma presenti in diverse città, flussi di voti di più modesta entità che hanno come destinatari Azione e il Pd. "Questi dati - si rileva nello studio - sembrano dunque mettere in luce che la mobilità elettorale tra il 2018 e il 2022 ha attraversato due fasi abbastanza diverse. Nella prima (tra il 2018 e il 2019) vi è stato un significativo travaso di voti dal centrosinistra (in particolare dal M5s) al centrodestra (di cui ha inizialmente beneficiato la Lega). Nella seconda (dal 2019 a oggi) gli schieramenti sono rimasti stabili mentre sono avvenuti importanti spostamenti di voti al loro interno: in particolare, il centrodestra ha visto Fdi 'cannibalizzare' l'elettorato dei partner di coalizione, e in particolare quello - nel 2019 molto ampio - della Lega".

Per quanto riguarda la 'geografia del voto' può dire che "grossomodo, nelle città del centro-nord considerate in questa analisi, l'elettorato di FdI è formato per più dell'80% da elettori che alle europee avevano scelto già centrodestra: la parte restante si divide in misura variabile tra recuperi dall'astensione e passaggi dall'elettorato di centrosinistra (generalmente, questi ultimi sono maggiori). Nelle città del centrosud considerate (ossia Napoli e Catanzaro) la fluidità elettorale è maggiore: la quota di elettori di Fdi che già nel 2019 aveva scelto centrodestra è di meno del 70%: più consistenti che al Nord sono gli arrivi dal bacino del centrosinistra".

Da dove arriva questa grande quantità di voti che Fdi è riuscita ad aggiungere al proprio bacino elettorale? "Se guardiamo agli spostamenti dal 2018 - spiegano gli esperti - notiamo che in maggioranza si tratta di un rimescolamento interno al centrodestra: un gran numero di voti passa da Forza Italia e dalla Lega al partito oggi egemone nella coalizione".

Di significato politico "molto più rilevante è il flusso che proviene dal bacino elettorale del centrosinistra e in alcune città soprattutto dal M5s". Se "si osservano i flussi in entrata per Fdi dalle europee del 2019 il quadro muta: in questo caso - si sottolinea nella ricarca - si tratta in larga prevalenza di scambi interni alla coalizione di centrodestra. Gli ulteriori voti in arrivo da elettori ex M5s e ex-Pd alla Meloni sono in genere limitati, almeno al centronord. Le città del Sud (si veda in particolare Napoli), si caratterizzano per una mobilità elettorale elevata e una fedeltà partitica abbastanza debole: in questo caso i voti in arrivo dal centrosinistra sono in numero maggiore. Ancora più eclatante il caso di Catania, dove va considerato anche un effetto della candidatura al Parlamento di Nello Musumeci".