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L'ascesa della 'coraggiosa' Elly Schlein

L'ascesa della 'coraggiosa' Elly Schlein

Vice presidente dell'Emilia Romagna è stata chiamata in viale Aldo Moro dal governatore Stefano Bonaccini altro papabile successore di Letta. "Sono una donna. Amo un'altra donna e non sono una madre, ma non per questo sono meno donna"

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Elly Schlein

AGI - Elly Schlein ha 'invaso' i circoli dem ben prima delle Sardine. Fu mente e braccio di "Occupy Pd" per protestare contro i 101 franchi tiratori che nel 2013 fermarono la corsa di Prodi al Quirinale. Eppure a nove anni dalla mobilitazione degli indignados dem ora c'è chi scommette che il passo dai portici di Bologna al Nazareno non sia mai stato così breve.

Elena Ethel Schlein (all'anagrafe) è uno dei nomi ricorrenti per la futura guida del Partito democratico. "Astro nascente della sinistra italiana" come l'ha definita il Guardian, Elly eletta alla Camera da indipendente, si è guadagnata la stima di Enrico Letta che l'ha voluta per le Agorà e le ha affidato un ruolo non certo secondario nella campagna elettorale.

Vice presidente dell'Emilia Romagna (è stata la regina delle preferenze nelle regionali del 2020) è stata chiamata in viale Aldo Moro proprio dal governatore Stefano Bonaccini altro papabile successore di Letta. E tra copertine di giornali e comizi appassionati si è fatta presto notare anche fuori dai confini emiliano-romagnoli facendo, ad esempio, il pieno di applausi in piazza del Popolo a Roma due giorni prima del voto.

Giovane (37 anni per la politica italiana sono pochi) e donna: con una eventuale leadership al femminile il Pd potrebbe giocarsi la carta Elly 'contro' Giorgia Meloni futura presidente del Consiglio. La famiglia in Svizzera, il volontariato per Obama, il coming out in tv: Elly è impegnata in politica fin da adolescente.

Maturità a Lugano, amante del rock statunitense, del cinema e 'nerd' asso dei videogiochi, ha studiato al Dams di Bologna per poi laurearsi in giurisprudenza con il massimo dei voti. Dopo la doppia esperienza negli Stati Uniti come volontaria per sostenere la candidatura di Barack Obama (nel 2008 e nel 2012) il suo impegno politico si concentra in Italia.

Nel 2013 in via Gerusalemme Elly consegna a Romano Prodi la maglietta con scritto "Siamo piu' di 101". È l'inizio di un rapporto di stima con il Professore. Democratica civatiana entra da 'aliena' nell'Assemblea e nella direzione del Pd. Nel 2014 è eletta all'Europarlamento ed un anno dopo strappa la corda con il Pd (era nell'aria) per i contrasti con la linea di Matteo Renzi (il particolare sul Jobs Act).

Poi l'avventura con Possibile di Pippo Civati e la successiva rottura. Elly ha deciso: balla da sola. Si presenta così con la lista "Coraggiosa" - di cui era capolista - alla elezioni regionali dell'Emilia Romagna del 2020. Un voto che tenne con il fiato sospeso gran parte della politica italiana perchè l'allora centrodestra - a traino Lega - cercava la spallata al governo nazionale.

La lista della Schlein non supera il 4 per cento ma la 'coraggiosa' incassa oltre 22mila preferenze. La chiamata di Bonaccini per un ruolo in Regione non si fa attendere. Il passaggio alla ribalta nazionale è gia' scritto. La giornate di Elly si dividono cosi' tra impegni istituzionali, interviste ai principali quotidiani nazionali e talk show politici.

"Sono una donna. Amo un'altra donna e non sono una madre, ma non per questo sono meno donna" ha scandito da Piazza del Popolo ribaltando il discorso di Giorgia Meloni. Stefano Bonaccini si è complimentato con la leader di Fratelli d'Italia per la netta vittoria. Da Elly - fino ad ora - solo silenzio.