Salvini a Pontida: "Noi più credibili di un governo di unità nazionale"

Salvini a Pontida: "Noi più credibili di un governo di unità nazionale"

Il leader della Lega annuncia annuncia un programma in 6 punti controfirmato da tutti i dirigenti del partito e ai 100 mila del 'pratone' promette l'abolizione del canone Rai

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Matteo Salvini a Pontida

AGI - La Lega torna a Pontida a una settimana dal voto e vince la sfida del 'pratone', che si riempie di militanti e sostenitori. Per la prima volta nella storia del Movimento, assente Il fondatore Umberto Bossi, Matteo Salvini assicura al suo popolo che riporterà la Lega al governo.

Un esecutivo "stabile e coerente" di centrodestra sarà "più rispettato e credibile" all'estero di "un'Italia rappresentata da 38 cose diverse", sostiene il capo leghista, alludendo al governo di coalizione che ha appoggiato Mario Draghi.

"Con Giorgia e Silvio andiamo d'accordo quasi su tutto e governeremo bene insieme per cinque anni", promette Salvini, "niente cambi di casacca, quello che è scritto nel programma è sacro". Il segretario ex lumbard poi fa firmare a tutti i dirigenti - ministri, governatori e capigruppo - una sorta di "patto, sacro impegno" con gli elettori su sei punti: stop bollette e nucleare sicuro; autonomia regionale; flat tax al 15% e pace fiscale; stop Fornero, sì Quota41; stop sbarchi, sì decreti Salvini; Giustizia giusta.

Il capo della Lega poi promette di dare il via libera ai decreti Sicurezza introdotti quando era al Viminale alla prima riunione del Consiglio dei ministri e torna su un 'vecchio cavallo di battaglia della Lega, la cancellazione del canone Rai.

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Pontida

Salvini parla al termine di una mattinata in cui sul palco sale tutta la dirigenza del partito: sindaci, governatori, capigruppo e ministri. Acclamati dal prato i presidenti di Regione, da Attillio Fontana, a Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, insistono tutti sul tema dell'autonomia. Il governatore veneto, che invade il palco con una gigante bandiera di San Marco al grido 'Srotolate il leone', si spinge a dire: "L'autonomia è una assunzione di responsabilità. È diversa da vendere il fumo della secessione. E non è colpa del Nord, che l'autonomia non ha, se al Sud ci sono i disservizi. Questo governo non ha scelte: chiunque andrà a governare non avrà scelte. Sento discorsi come 'dobbiamo tutelare la Costituzione'. Guardate che l'autonomia è nella Costituzione. Chi è contro l'autonomia è contro la Costituzione. Per noi veneti l'autonomia prima di tutto, l'autonomia vale la messa in discussione di un governo".

Atteso a Pontida, Bossi è assente dal raduno per la prima volta nella storia del Movimento. Il fondatore della Lega Nord, che domani compie 81 anni, trascorre la vigilia del compleanno in famiglia. Lo storico 'capo' della Lega ha declinato l'invito, nonostante l'assistenza fornita dal partito, e l'invito formulato a lui direttamente nelle scorse ore da Matteo Salvini e altri dirigenti.

"Quasi 81 e sempre con il sigaro. 'Un giorno per la famiglia, per gli affetti. In questi anni tanta gente cara, tante battaglie e quelle importanti sempre nel cuore'", scrive il figlio Renzo su Facebook. Sofferente per il mal di schiena che lo ha costretto alla cancellazione di tutti gli impegni nei giorni scorsi, è netto il monito di Giancarlo Giorgetti.

"Ci vuole coraggio ad assumersi le responsabilità in momento difficile è molto più semplice stare fuori a criticare". "Stare al governo non è semplice è un continuo equilibrio tra ciò che si vorrebbe fare è ciò che si può fare. In questi anni avremmo voluto fare di più ma governare è equilibrio e equilibrio è un atto di coraggio. Questo mi sento di dire in vista del futuro. Noi lo abbiamo fatto sempre avendo nel cuore lo spirito di Pontida", aggiunge.

"Prima di tutto ringrazio militanti e che non ci sono più, che sono le nostre radici e poi ringrazio tutti i militanti che continuano a stare ai gazebo, a mettere manifesti e non si perdono in continue millanterie, dicerie e cattiverie sui social", aveva esordito. Tra gli ospiti, Salvini fa salire sul palco Mario Barbuto, presidente dell'Unione ciechi, è Paolo Brivio dell'ente nazionale sordi.