Trovato l'accordo in Senato sul Superbonus

Trovato l'accordo in Senato sul Superbonus

Con l'intesa raggiunta tra i gruppi parlamentari e il governo al Senato la strada del dl Aiuti bis sembra in discesa. Dopo la votazione a Palazzo Madama il testo dovrà tornare a Montecitorio

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© Alessandro Serranò / Agf 
- Il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico d'Incà 

AGI - Si scioglie, sul dl Aiuti bis, il nodo del superbonus, diventato cavallo di battaglia dei 5 stelle, con i capigruppo in commissione Bilancio e Finanze del Senato - Gianmauro Dell'Olio e Emiliano Fenu - che hanno alzato le barricate per far sì che la norma non venisse cancellata.

"Sul Superbonus, come avevo anticipato ieri, abbiamo individuato una soluzione che ritengo possa trovare il consenso del Parlamento. Abbiamo depositato la norma in Commissione e verrà votata in mattinata", ha confermato il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli, entrando al Senato.

"Serve - ha aggiunto - a garantire cittadini ed imprese, e soprattutto a far camminare una misura che abbiamo fortemente voluto e costruito, con l'obiettivo di garantire, in questi anni post Covid la ripresa del settore edile e la crescita del Pil. Un obiettivo che è stato ampiamente raggiunto".

Così dopo che il decreto si era impantanato a palazzo Madama per il rifiuto di M5s e Cal di ritirare gli emendamenti depositati e dopo i timori del Governo per la possibile perdita di 17 miliardi di risorse, oggi la strada sembra in discesa circa l'approvazione del testo che dovrà poi passare al vaglio di Montecitorio.

Nella proposta formulata dal governo è stata tolta la responsabiltà in solido per le imprese tranne che nei casi di dolo e per i soggetti suscettibili di sanzioni antimafia.

Come chiesto dal M5s nel provvedimento non ci saranno oneri a carico dello Stato. Il via libera definitvo dell'esecutivo è arrivato stamane.

Questo il testo: viene introdotto l'articolo 33 bis (Semplificazioni in materia di cessione dei crediti ai sensi dell'articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77).

Con esso si specifica che "in presenza di concorso nella violazione" ma solo se "con dolo o colpa grave" non si può acccedere al beneficio.

Si tratta di disposizioni che "si applicano esclusivamente ai crediti per i quali sono stati acquisiti, nel rispetto delle previsioni di legge, i visti di conformità, le asseverazioni e le attestazioni".
Sciolto anche il nodo che riguardava gli 'insegnanti esperti'.

Come chiesto da Leu con Loredana De Petris e dai 5 Stelle, viene riferito, è stata inserita la previsione della contrattazione collettiva per cui per accedere alla qualifica bisoga essere "stabilmente incentivati nell'ambito di un sistema di progressione di carriera che a regime sara' precisato in sede di contrattazione collettiva. Questa funzione non ne comporta altre, al di fuori dell'insegnamento.