Calenda dopo lo strappo con il Pd: "Hanno voluto l'ammucchiata e perderanno"  

Calenda dopo lo strappo con il Pd: "Hanno voluto l'ammucchiata e perderanno"  

Il leader di Azione: "Ho fatto di tutto per essere alleato con Letta, tra una scelta riformista ed essere tutto e il contrario di tutto ha scelto la seconda strada. Il segretario dem: "Vuole aiutare la destra, noi andiamo avanti determinati" e +Europa conferma il patto con i dem. Renzi invita l'ex ministro nel terzo polo 

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Francesco Fotia / AGF - Carlo Calenda

AGI - "Enrico lo avevo già informato il giorno prima. Sapeva perché gliel'avevo detto, che non sarei stato nell'alleanza se si fosse siglato con Fratoianni, Bonelli e di Maio un patto che di fatto rendeva la coalizione un'ammucchiata". Carlo Calenda parla dello 'strappo' con il Pd al 'Corriere della sera'. "Per la verità ho fatto di tutto per essere alleato con Letta, compreso proporgli di dividere i collegi 90% a loro e 10% a noi - sostiene il leader di Azione -. Io penso che lui si sia trovato di fronte a un bivio che il Partito democratico ha affrontato tante volte nella sua storia: è quello tra una scelta riformista o un'alleanza in cui mettere tutto il contrario di tutto. Alla fine ha scelto questa seconda strada e questo è stato l'errore di Letta".

"Il partito democratico dall'arrivo dei 5 stelle in poi ha sempre l'ansia di avere tutto dentro - afferma -. Non ha il coraggio di rappresentare i socialdemocratici: deve avere dentro populisti di sinistra, una cosa per me inspiegabile e così facendo in questa legislatura si sono suicidati. Hanno semplicemente sostituito il Movimento cinque stelle con Fratoianni. Non ha senso perche' Fratoianni e 5 stelle e la pensano nello stesso modo su tutto solo che uno e' al 2% e gli altri 10. Non si capisce quale sia la logica allora tanto valeva tenersi 10".

"Adesso il mio obiettivo principale è far partire la raccolta delle firme contemporaneamente e cercare di avere chiarezza sulla questione del logo perche' la legge prevede che se hai un eletto al Parlamento europeo non devi presentare le firme, tuttavia siccome è la prima volta di questo tipo di interpretazione talmente ballerina non si capisce niente. In ogni modo noi iniziamo oggi la raccolta delle firme", aggiunge.

E' possibile che vi presentiate insieme in un'alleanza con Renzi? "Sicuramente ci incontreremo e parleremo". A parte i vostri litigi, con Renzi non dovrebbe essere difficile un'alleanza, più facile che con Fratoianni? "Assolutamente sì, su questo non c'è dubbio", conclude.  

Bonino: "E Calenda ad aver dato l'addio"

"C'è stato un patto con Enrico Letta che è stato siglato il 2 agosto di quest'anno non del Medioevo e io a quello mi attengo". Questa la poszione espressa da Emma Bonino in un'intervista a Repubblica. "È Calenda che ha dato l'addio. Eravamo insieme fino a sabato, e domenica deciso di andarsene per conto proprio. Ha mancato alla parola data per ragioni fumose, non convincenti e meno che meno dirimenti - aggiunge la leader di +Europa -. Sono personalmente dispiaciuta e politicamente incredula".

"Oggi sono ferma al patto con Letta. Io resto ferma quel patto con Letta - insiste -. È stata convocata da Benedetto della Vedova una direzione di +Europa, che ne discuterà e deciderà di conseguenza". Infine: "Se sono utile mi candidino dove ritengono che posso esserlo di più. Ne ho viste di tutte le tinte, ma una situazione politica così sfarinata non la ricordo".

Letta: "Da Calenda un regalo alla destra"

"Non ho capito e non credo siano facilmente comprensibili" le ragioni di Carlo Calenda "ma mi sento di poter dire che Calenda può stare, secondo quello che lo stesso ha detto, solo in un partito che guida lui, in una coalizione di cui è il solo leader, in cui non ci sia nessun altro". Enrico Letta torna a raccontare lo strappo con il segretario di Azione in un'intervista alla 'Stampa'.

"Le cose che ha detto in questi giorni e nell'intervista con Lucia Annunziata su Raitre denotano che è sufficiente a se stesso, incapace di parlare con chiunque altro", aggiunge il segretario dem. Era già successo che Calenda mettesse in discussione un accordo? "È vero, è la seconda volta - riconosce -. Col senno di poi sono stato troppo ingenuo. Ma sono esterrefatto: il principio fondamentale del diritto è 'pacta sunt servanda'. Se un politico, un uomo di Stato, fa saltare gli accordi che ha firmato perché ha cambiato idea non c'è più politica, stiamo su Twitter dove si può cambiare idea ogni minuto. Ecco credo che Calenda abbia scambiato Twitter col mondo reale".

"Per quanto ci riguarda le alleanze sono chiuse ed e' finita - scandisce Letta -. È stato fin troppo complicato ora pensiamo solo alla campagna elettorale a parlare dei nostri temi e incontrare le persone. Abbiamo 600 festa dell'unità in corso in tutta Italia non dico che le fa tutte, ma tantissime".

"Calenda ha fatto di Fratoianni e sinistra italiana un totem gigantesco, quando evidentemente il nostro accordo, di cui era per far perfettamente al corrente, proviene da un rapporto storico e nasce soprattutto per il lavoro che abbiamo fatto a livello europeo con i Verdi - aggiunte -. Ha ingigantito una questione inesistente per giustificare il fatto che ha cambiato idea. Trovo che quanto abbia fatto sia gravissimo nei contenuti e nel metodo".

"Non ha chiamato me ha chiamato Dario Franceschini e poi sono stato io a telefonargli per capire che cosa stesse succedendo", rivela. "Renzi e Calenda sono stati eletti entrambi col Pd. Sono loro ad avere un problema, non noi. Devono spiegare all'opinione pubblica quello che mi sembra evidente: non riescono a stare in un gioco di squadra. O comandano o portano via il pallone. Questa logica del centro è residuale rispetto comportamenti individuali, non c'è una strategia politica".

"E visto che non vedo folla di elettori leghisti o di Fratelli d'Italia che corrono verso di loro, è un modo per aiutare Meloni e Salvini, non per contrastarli", sottolinea. Sicuro che non ci sono più spazi per una alleanza con il Movimento cinque stelle? "Gli accordi sono chiusi: da oggi ognuno fa la sua corsa"