Meloni: "Sarebbe un onore essere la prima donna a guidare l'Italia"

Meloni: "Sarebbe un onore essere la prima donna a guidare l'Italia"

La leader di FdI alla Fox: abbiamo aiutato Draghi a fare quello che doveva per l'Ucraina. Sulle tv nazionali rilancia il presidenzialismo e "il blocco navale" contro gli sbarchi di migranti. Salvini: "Cingolani futuro ministro? Ne sarei felice"

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© Maria Laura Antonelli / Agf - Giorgia Meloni

AGI - "I sondaggi dicono che FdI è il primo partito, e il primo partito della coalizione indicherà il nome del premier. Vediamo cosa succederà nelle urne, se così sarà potrei essere la prima donna a guidare il governo italiano nella storia e sarebbe per me un grande onore". Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervistata dall'emittente statunitense Fox business. 

"Il tema degli sbarchi si deve affrontare col blocco navale, che altro non è che una missione europea, da concordare con le istituzioni europee, per trattare insieme alla Libia la possibilità che si fermino i barconi in partenza, l'apertura in Africa degli hotspot, la valutazione in Africa di chi ha diritto a essere rifugiato e di chi è irregolare, la distribuzione dei veri profughi e rispedire indietro gli altri - ha spiegato Giorgia Meloni intervenendo a  a Studio Aperto -  occorre smetterla di considerare profughi e irregolari la stessa cosa: è una falsità costruita in questi anni dalla sinistra".

Inserire la collocazione internazionale dell'Italia nel programma di centrodestra? "Per FdI questo è un elemento dirimente e particolarmente importante in questa fase, nella quale non possiamo consentire che l'Italia possa tentennare ha spiegato la presidente di FdI - credo sia fondamentale per la nostra Nazione dimostrare serietà, lealtà, uno standing alto, anche per poter meglio rivendicare i suoi interessi nello scacchiere internazionale. La base è dimostrarsi credibili". 

Nel Centrodestra due liste centriste, caos collegi

I centristi sparigliano le carte del centrodestra e, a sette giorni dall'accordo siglato dai leader, mettono in discussione l'intesa sui candidati nei collegi uninominali.

L'annuncio, inatteso, arriva nel primo pomeriggio. 'Noi con l'Italia' di Maurizio Lupi e 'Italia al centro' di Giovanni Toti daranno vita a una lista comune con relativo contrassegno elettorale che correrà in coalizione con il centrodestra.

Seguono a ruota l''Unione di centro' di Lorenzo Cesa e 'Coraggio Italia' di Luigi Brugnaro: anche loro correranno in una nuova lista e con un simbolo comune. La rinnovata fisionomia centrista fa quindi saltare gli accordi presi nel vertice dei leader la settimana scorsa.

Dall'incontro era emerso che a 'Noi con l'Italia' e 'Coraggio Italia' sarebbero stati riservati undici collegi (in carico a Fratelli d'Italia), mentre l'Udc avrebbe inserito i propri candidati nelle liste di Forza Italia. Al vertice non aveva partecipato però 'Italia al centro', la formazione cui ha dato vita Toti nei mesi scorsi, dopo lo strappo con Brugnaro.

Dopo l'ingresso della formazione del governatore ligure nella trattativa, ieri, quindi, si era parlato della possibilità che ai centristi potessero essere assegnati 13 collegi, con l'Udc sempre in carico a FI. Ma, con le due liste divise e l'Udc non più incorporata nelle liste di FI, ora bisogna rivedere gli accordi. Brugnaro promette che punteranno i piedi e non si faranno trattare "a pesci in faccia". E il 'conclave' sui collegi, oggi al quarto giorno di riunioni, dovrà esaminare il caso quindi lunedì.

Intanto, nella coalizione prosegue il dibattito sulla squadra dei ministri. Matteo Salvini insiste per individuare con anticipo almeno i titolari di Esteri (dice di avere il nome di un ambasciatore in mente), Giustizia, e Infrastrutture.

Mentre da Palazzo Chigi si smentiscono come "fantasiose e prive di fondamento" le ricostruzioni di 'Repubblica' in merito a presunti contatti telefonici tra Mario Draghi e Giorgia Meloni, "con particolare riferimento a consigli o suggerimenti su nominativi per la composizione della futura compagine di governo".

I nomi citati dal quotidiano - che avrebbe suggerito il premier alla leader di FdI - sono quelli dell'economista Fabio Panetta e dell'attuale ministro Roberto Cingolani. E il presunto contatto Draghi-Meloni - si ricostruisce - avrebbe infastidito in particolar modo la Lega.

Il titolare della Transizione ecologica, in realtà, è uno dei pochi ministri con cui Salvini ha stabilito un rapporto.

E infatti il segretario leghista a Lampedusa dice che "sarebbe solo felice" se Cingolani fosse a disposizione. Da Fratelli d'Italia si respinge la ricostruzione del quotidiano, ma non ci sono commenti ufficiali.

Dopo l'intervento a tutto campo alla Versiliana, Meloni è stata oggi impegnata nella costruzione della sua immagine all'estero come interlocutore credibile. In questo senso va letta l'intervista a 'Fox business'.

La leade di FdI è intervistata da un volto noto negli Stati Uniti, l'anchorwoman Maria Bartiromo. Di origini italiana, Bartilomo è specializzata in temi economici, è stata la prima giornalista a condurre un programma giornaliero in diretta da Wall Street e ha svolto il ruolo di moderatrice in diverse edizioni del Forum economico mondiale di Davos. 

Alla giornalista che la presenta come colei "che potrebbe diventare la prima presidente del Consiglio donna nella storia d'Italia", Meloni risponde: "I sondaggi dicono che nelle prossime elezioni FdI, che è in testa, potrebbe vincere con la coalizione di centrodestra. In base alle regole che ci siamo dati, il primo partito può esprimere il premier. Io sono il leader di quel partito. Poi vediamo. Potrei essere la prima donna a guidare il governo nella storia d'Italia. Sarebbe per me un grande onore come lo è stato essere la prima donna a guidare un partito europeo, l'Ecr".  

"Le elezioni - prosegue nell'intervista, parlando in inglese - non sono un concorso di bellezza. Per guidare una grande nazione come è l'Italia in un momento difficilissimo come questo è un grande onore ma è anche un grande peso. La situazione in cui l'Italia versa non è delle più facili e lo sappiamo tutti. Abbiamo una guerra in Europa, l'inflazione che sale, problemi con le forniture di gas e di elettricità e quindi sarà una stagione difficile. Per questo nella campagna elettorale stiamo dicendo agli italiani la verità su quello che possiamo fare. Non promettiamo nulla che noi non possiamo fare".

Bartilomo la introduce come "amica degli Stati Uniti" e ricorda la sua partecipazione al Cpac, il raduno dei conservatori, che si è tenuto in Florida a febbraio. E il cuore messaggio che la leader di FdI vuole diffondere negli Usa riguarda la collocazione dell'Italia in politica estera, fermamente ancorata all'asse atlantico. Poco prima, in un'intervista a Studio Aperto, la presidente di FdI aveva garantito che nel programma del centrodestra ci sarà un riferimento esplicito alla politica estera.

"Per FdI è un elemento dirimente, particolarmente importante in questa fase, in cui non possiamo consentire che l'Italia possa tentennare", aveva assicurato.

"È fondamentale per la nostra nazione dimostrare serietà, lealtà, uno standing alto, anche per poter meglio rivendicare i suoi interessi nello scacchiere internazionale, su una presenza diversa e maggiore nel Mediterraneo, sulle compensazioni legate alle sanzioni. La base per difendere il proprio interesse nazionale è dimostrarsi credibili".