Le reazioni della stampa estera alla fine del governo Draghi

Le reazioni della stampa estera alla fine del governo Draghi

  Molte testate aspettano di capire fino in fondo l'esito e non ne scrivono ancora, ma altre le dedicano già ampio spazio

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AGI - Sono taglienti le prime reazioni a caldo della stampa estera sulla crisi di governo italiana e sui suoi ultimi sviluppi nel pomeriggio più caldo del Senato. Molte testate aspettano di capire fino in fondo l'esito e non ne scrivono ancora, ma altre le dedicano già ampio spazio.

Il quadro pià spietato si condensa forse nell'incipit dell'editoriale con cui El Pais apre l'edizione online: "Il Parlamento italiano, un animale selvaggio e autodistruttivo, ha consumato mercoledì la sua ultima operazione letale e ha liquidato la legislatura obbligando il primo ministro, Mario Draghi, a dimettersi. Il violento evento ha molti genitori. Ma sono stati i partiti della destra, Forzia Italia e la Lega, quelli che hanno inferto il colpo di grazia all'Esecutivo di cui erano parte".

Ecco i primi titoli e sommari dei media stranieri:

El Pais

L'Italia si avvicina alle elezioni anticipate dopo che Draghi non riceve la fiducia del Parlamento. I partiti di destra e il Movimento 5 Stelle decidono di non votare la mozione di fiducia. Il primo ministro si incontra con il capo dello Stato per presentare le sue dimissioni

Financial Time

Draghi sull'orlo del baratro dopo che gli alleati della coalizione hanno ritirato il loro appoggio

Le Figaro

Tre partiti del governo di Mario Draghi gli rifiutano la fiducia Con questa decisione finisce di fatto il suo governo di unità nazionale. A staccare la spina, spiega l'articolo riprendendo un lancio dell'Afp, "sono Forza Italia, partito di destra dell'ex premier Silvio Berlusconi, la Lega, formazione di estrema destra del tribuno populista Matteo Salvini, e la formazione populista Movimento Cinque Stelle".

Afp

Tre partiti della coalizione di Mario Draghi hanno annunciato di non votare la fiducia richiesta dal premier al Senato italiano, ponendo di fatto fine al suo governo di unita' nazionale. Si tratta di tre importanti membri della sua coalizione: Forza Italia, il partito di destra guidato dall'ex premier Silvio Berlusconi, la Lega, la formazione di estrema destra del leader populista Matteo Salvini, e il populista Movimento 5 Stelle (M5S). Queste diserzioni di massa dovrebbero logicamente portare alle dimissioni di Mario Draghi, che ha ripetutamente dichiarato che sarebbe rimasto al suo posto solo se avesse mantenuto un ampio sostegno, cosa che non avviene più. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung

Draghi non raggiunge l'obiettivo di ottenere la fiducia, probabili dimissioni. Il primo ministro italiano Mario Draghi ha subito una sconfitta cocente in un voto di fiducia al Senato e il suo governo a Roma e' dunque sull'orlo del fallimento. Il settantaquattrenne ha ottenuto la fiducia con 95 voti a favore e 39 contro, ma i suoi principali partiti di governo, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto. E' dunque probabile che Draghi possa nuovamente presentare le sue dimissioni al capo dello Stato Sergio Mattarella. Il ministro degli Esteri Luigi di Maio, del partito Insieme per il futuro, ha accusato i politici di aver fallito. "Abbiamo giocato con il futuro degli italiani. Le conseguenze di questo voto tragico resteranno nella storia", ha dichiarato.

Politico.eu

Mario Draghi rischia la fine perche' la coalizione italiana si rifiuta di sostenerlo.
Si profilano nuove elezioni dopo il rifiuto di Forza Italia e della Lega di sostenere Draghi nel voto di fiducia.
Mario Draghi rischia la fine della sua premiership, dopo che non e' riuscito a ottenere un sostegno sufficiente dai partiti di destra della sua coalizione per continuare a guidare il governo italiano.

Le Monde

In Italia, Mario Draghi ottiene la fiducia del Senato ma il suo governo è vicino all'implosione dopo le defezioni di tre partiti.
Dopo le sue dimissioni la scorsa settimana, il primo ministro italiano si era detto pronto a restare al suo posto se la coalizione fosse riuscita a rinsaldarsi. Ma Forza Italia, la Lega e il Movimento 5 stelle hanno deciso di non partecipare al voto di fiducia.