La vigilia tesa dell'incontro Draghi-Conte

La vigilia tesa dell'incontro Draghi-Conte

L'incontro dopo lo screzio seguito a un'intervista dal sociologo Domenico De Masi circa una presunta richiesta di Draghi a Beppe Grillo per un passo indietro di Conte. Sul tavolo non solo e non tanto l'invio delle armi in Ucraina

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© Stephane Lemouton-pool/Fotia / AGF 
- Giuseppe Conte e Mario Draghi

AGI - È attesa per l'incontro di oggi fra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e Giuseppe Conte. Il leader del M5s chiederà al consiglio nazionale un mandato pieno a discutere. L'incontro dopo lo screzio seguito a un'intervista dal sociologo Domenico De Masi circa una presunta richiesta di Draghi a Beppe Grillo per un passo indietro di Conte. Sul tavolo non solo e non tanto l'invio delle armi in Ucraina - con il M5s contrario - ma il ruolo del Movimento all'interno della compagine governativa.

Il tutto mentre non cessa il pressing dei parlamentari e degli attivisti per uscire e passare all'opposizione. Il Consiglio nazionale M5s dovrebbe svolgersi in mattinata, poi, nel pomeriggio, l'arrivo di Conte a Palazzo Chigi per il 'faccia a faccia'. Secondo alcune fonti M5s il tema oramai non è più se lasciare il governo, ma quando lasciare, vista la guerra alle porte dell'Unione europea e la crisi economica che ne consegue. C'è chi ribatte: di senso di responsabilità il Movimento ne ha mostrato anche troppo, dopo aver dato vita a tre governi per la stabilità del paese.

I 'rospi' che non si vogliono più ingoiare vengono elencati da più parti: parlano di green e puntano al termovalorizzatore con il dl Aiuti da 15 mld; uccidono il superbonus; hanno cancellato il cashback con un tratto di penna senza che potessimo intervenire.

I provvedimenti, riferiscono ancora fonti parlamentari, e soprattutto i decreti arrivano in Cdm senza una discussione preventiva. Salario minimo e scostamento di bilancio? Al palo. Insomma "sberle" continue "da una maggioranza per la quale abbiamo fatto il possibile, ma che non ci vuole".

Draghi che dice che non andrà avanti senza M5s? Il Pd che avverte 'se vanno all'opposizione' niente alleanze con M5s? Scelte loro, riferiscono più fonti, si assumano le conseguenze della decisione. I numeri, con 60 dimaiani, al governo non mancano, "noi ci mettiamo la faccia solo se il programma che si vuole portare avanti include i principi fondanti del Movimento". Insomma la 'palla' del senso di responsabilità, se la prendano altri.