Roma-Kiev: Draghi, G7 successo, avanti con sostegno e sanzioni

Roma-Kiev: Draghi, G7 successo, avanti con sostegno e sanzioni

Della Vedova: da Lavrov "parole false e terrificanti fanno capire gli ucraini che resistono difendendo le loro istituzioni e fanno sentire il dovere di sostenerli convintamente”

ROMA KIEV Draghi G7 successo avanti con sostegno sanzioni

© MICHAEL KAPPELER / DPA / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP -

AGI - Il G7 "è stato un successo” e sulla guerra in Ucraina “c'è stata una grande unità di vedute". Le parole del presidente del Consìglio, Mario Draghi, al termine della riunione di ieri confermano l’impegno in favore di Kiev.

"Il G7 ha risposto che è pronto a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario", le sanzioni alla Russia "sono essenziali per portare Mosca al tavolo della pace" ma allo stesso tempo "dobbiamo essere pronti ad accogliere gli spazi dei negoziati" se dovessero presentarsi, ha aggiunto il premier che ha sottolineato la necessità per il Paese di reagire all’attacco.

"Non c'è pace se l'Ucraina non riesce a difendersi. C'è oppressione ma non pace. Finora il sostegno dato all'Ucraina è stata la condizione essenziale per difendersi. Lo ha fatto con efficacia e con coraggio", ha ribadito.

"Tutti guardiamo quello che succede, ma il sostegno all'Ucraina continuerà in maniera adeguata. Ci sarà un sostegno sempre". Draghi ha parlato anche del prossimo G20 e della presenza del presidente Putin al tavolo. Per ora per la presidenza indonesiana è stata esclusa la sua presenza, ha detto. "Il presidente Widodo lo esclude, è stato categorico, non verrà. Quello che potrà succedere è un intervento da remoto. Vedremo", ha poi osservato.

Una dichiarazione letta anche a Mosca. Il Cremlino ha confermato che l'invito al G20 è stato ricevuto dal presidente Putin ma che sul fatto che il leader russo partecipi o no all'incontro non spetta a Roma decidere, dal momento che non ha più la presidenza di turno. "Non è Draghi che determina la partecipazione di Putin al vertice", ha detto l'assistente del presidente russo Yuri Ushakov ai giornalisti, secondo quanto riporta la Tass, "probabilmente si è dimenticato di non essere più il presidente del G20".

Nei partiti politici prosegue il dibattito. Per Matteo Renzi, leader di Italia viva, il conflitto “ha portato con sè conseguenze enormi, ce ne saranno sul cibo, 20 dei 54 Paesi africani si sono schierati con la Russia perché temono la carestia, c’è un problema energetico, la Russia sta spostando l’asse ad est, i cinesi stanno facendo un’operazione geopolitica incredibile, stanno facendo scorte di cibo, Cina e India insieme sono 3 miliardi di persone. La politica è complessa, servono persone competenti, che studiano e approfondiscono. Se si vota per simpatia, si ride in campagna elettorale e si piange per i 5 anni successivi”.

Il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha commentato quanto ha affermato il ministro degli Esteri di Putin, Lavorv: “'Più armi occidentali inviano in Ucraina, più durerà il conflitto e continuerà l’agonia del regime nazista”.

“Queste parole spudoratamente false e terrificanti – ha scritto Della Vedova su Twitter - fanno capire gli ucraini che resistono difendendo le loro istituzioni e fanno sentire il dovere di sostenerli convintamente”.