Draghi ha strigliato i ministri per i troppi ritardi sulle riforme

Draghi ha strigliato i ministri per i troppi ritardi sulle riforme

Il premier convoca il Governo non esclude la fiducia: "i tempi del Pnrr vanno rispettati"

Draghi ha strigliato ministri per troppi ritardi sulle riforme

© Francesco Fotia / AGF 
- Mario Draghi

AGI - "I tempi delle riforme del Pnrr vanno rispettati". È il richiamo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha fatto ai ministri nel Consiglio dei ministri riferendosi al ddl concorrenza. Nell'ultima bozza di riformulazione del testo si prevede che l'iter per lo sblocco delle gare per le concessioni balneari si completi nel 2024 e anzi nel centrodestra c'è chi spinge anche per allungare l'orizzonte.

Ma la sentenza del Consiglio di stato prevede la decadenza delle attuali concessioni a fine 2023, da qui l'impasse con FI e Lega che hanno chiesto ulteriori approfondimenti insistendo sulla necessità che le votazioni sul provvedimento inizino solo in presenza di un accordo sul tema delle concessioni balneari, con l'esecutivo che tiene il punto.

Draghi ha iniziato una serie di interlocuzioni proprio con esponenti della coalizione di centrodestra. Fonti parlamentari della coalizione riferiscono che il presidente del Consiglio non ha fatto alcun accenno alla necessità di chiudere subito. Per questo motivo le stesse fonti riferiscono che l'atteggiamento del premier rischia di essere poco comprensibile, perché - questa la tesi - convocando un Consiglio dei ministri d'urgenza il timore è che la fibrillazione aumenti, proprio nel momento in cui le forze di maggioranza stanno cercando di raggiungere un'intesa, non escludendo neanche - osserva un 'big' di FI - il ritorno al testo base.

Ma lo stesso Draghi poi a margine dell'informativa sulla guerra in Ucraina alla Camera dei deputati ha espresso la propria preoccupazione. Draghi che ovviamente prima di riunire i ministri ha avvisato il Quirinale ha così chiesto ai capi delegazione di accelerare mettendo sul tavolo lo strumento della fiducia, qualora ce ne fosse bisogno, entro il 31 maggio.

Del resto il Capo dello Stato ha sempre sostenuto l'esecutivo nel suo impegno per raggiungere nei tempi stabiliti tutti gli obiettivi che l'Europa ha indicato per ottenere i fondi del Pnrr. "Non è tempo di slogan - ha detto Mattarella non più tardi di due settimane fa - Non sono consentite pause nell'impegno: è indispensabile un dialogo consapevole e fruttuoso".

Per FI in Cdm era presente Brunetta che a nome della delegazione azzurra ha dato l'ok alla richiesta del premier, così hanno fatto pure i ministri Patuanelli per M5s, Giorgetti per la Lega e Orlando per il Pd. "Piena adesione della delegazione governativa di Forza Italia alla proposta del presidente Draghi di calendarizzare entro maggio in Aula il disegno di legge sulla concorrenza e di apporre la fiducia", ha spiegato il ministro della Pa. "Utile l'accelerazione di Draghi sui provvedimenti che servono per attuare il Pnrr", afferma Rosato.

"Se Draghi mette la fiducia sul ddl Concorrenza, per noi va bene", ha sostenuto anche il leader di Italia Viva Renzi. Draghi in Consiglio dei ministri ha portato un foglio ricostruendo i tempi concordati sul provvedimento e ricordando come le scadenze delle riforme del Pnrr vanno rispettate, il rischio è quello di perdere i fondi europei. "C'è stata la comunicazione da parte del presidente del Consiglio, semplicemente l'indicazione di poter chiudere la legge delega entro maggio, anche con la fiducia, se necessario", ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, d'Incà. "Chi mette a rischio il Pnrr per ragioni di propaganda elettorale, anche a fronte di una raggiunta intesa che tiene conto dei punti di vista delle categorie, si assume una enorme responsabilità in un momento come questo", ha affermato il ministro del Lavoro Orlando. Sullo sfondo resta il malessere all'interno di FI e della Lega. Al momento la decisione presa in Commissione al Senato è quella di iniziare a votare martedì prossimo a partire dall'articolo 1.