Il Pd guadagna un punto nelle intenzioni di voto degli italiani. Il M5s lo perde

Il Pd guadagna un punto nelle intenzioni di voto degli italiani. Il M5s lo perde

Il partito guidato da Enrico Letta si consolida come formazione politica potenzialmente più forte sotto il profilo elettorale, davanti a Fratelli d'Italia e alla Lega

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© AGF - Enrico Letta

AGI - Si avvicina la fine dell’anno, e con essa il momento dei bilanci. Per i partiti si tratta di un momento importante, anche perché il 2022 si aprirà con un appuntamento cruciale come l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Vincitori e sconfitti di quella delicatissima partita saranno individuati infatti anche sulla base dei rapporti di forza fotografati dai sondaggi proprio in queste settimane. E forse non è un caso che, dopo un lungo periodo di incertezza – i cui per mesi, nei sondaggi, ben quattro partiti sono stati racchiusi in pochi punti percentuali – oggi la nostra Supermedia mostra uno scenario che potremmo definire uno “smottamento cristallizzante”.

Lo smottamento principale riguarda il Partito Democratico, che nelle ultime settimane fa un balzo in avanti di oltre un punto, salendo al 21,7%. Curiosamente, il Movimento 5 Stelle perde esattamente altrettanto (-1,1%) scendendo sotto il 15%, ed è la principale “vittima” di questo smottamento. Difficile non pensare che il M5S stia pagando le vicende di queste ultime settimane, dalle incertezze del suo leader Giuseppe Conte alle recenti polemiche sul voto in Giunta per le autorizzazioni al Senato.

Dietro il PD, Fratelli d’Italia tiene la seconda posizione, facendo registrare un certo aumento (+0,6%) che riporta il partito di Giorgia Meloni sopra il 20%, forse beneficiando anche della visibilità (e della centralità) acquisita nei giorni della kermesse Atreju. Fa invece un po’ più fatica la Lega, che rimane sui valori delle ultime settimane, sotto il 19%. Il risultato di queste recenti variazioni si può notare molto bene nel grafico sullo storico: i primi 4 partiti non sono più racchiusi in una manciata di punti, e le distanze che intercorrono fra loro non sono più soggette a oscillazioni statistiche. Ecco perché possiamo dire che questo ultimo smottamento ha in qualche modo “cristallizzato” le posizioni.

Rispetto ad altre decisioni legate alla lotta al Covid prese dal Governo, la recente decisione del di prorogare fino al 31 marzo 2022 lo stato d’emergenza è stata accolta in modo piuttosto tiepido, provocando al massimo qualche reazione tiepida anche dagli oppositori più intransigenti. Eppure, il terreno “fertile” per chi si professa contrario a questa scelta non mancherebbe: secondo un sondaggio realizzato da EMG per Agorà, infatti, il 39% degli intervistati si dice in disaccordo, contro il 54% dei favorevoli.

Decisamente più ampio, invece, è il consenso registrato per l’entrata in vigore del “Super Green Pass”: questa scelta del Governo Draghi, secondo Demopolis è infatti condivisa dal 68% degli italiani, con un 25% quasi residuale a dirsi contrario. Anche così si spiegano le (pochissime) voci contrarie a questo strumento.

Molto significativo è il fatto che, come spesso accade, incrociando queste risposte con i dati sulle intenzioni di voto, i favorevoli al Super Green Pass risultano essere la maggioranza in tutti gli elettorati: quello del PD (91%) è il più compattamente a favore, seguito da quello di Forza Italia (88%), Movimento 5 Stelle (75%) e Lega (61%). Persino fra gli elettori di Fratelli d’Italia, principale partito di opposizione, più di uno su due si dice a favore.

La tenuità dello scontro politico, come è facile immaginare, si spiega non solo con l’approssimarsi delle feste natalizie, ma soprattutto con la necessità di non precludersi troppe strade in vista dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Mentre impazza il totonomi per il Quirinale, anche gli italiani hanno espresso la loro opinione sul futuro di Mario Draghi, secondo molti opinionisti candidato naturale alla successione di Sergio Mattarella. Interpellati sull’eventualità che il premier lasci Palazzo Chigi per trasferirsi sul Colle più alto, però, gli italiani sono piuttosto netti: quasi due su tre, infatti, preferirebbero che Draghi continuasse a dirigere il Governo, mentre solo il 18% si dice più favorevole ad un suo trasferimento al Quirinale.

Comunque vada, si ha l’impressione (anche guardando alle tendenze registrate dai sondaggi sulle intenzioni di voto) di essere arrivati quasi alla fine, oltre che del 2021, di una stagione politica, la prima fase del Governo Draghi. Con l’incognita che possa essercene una seconda.

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 1° al 15 dicembre, è stata effettuata il giorno 16 dicembre sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati.
I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Euromedia (data di pubblicazione: 13 dicembre), Noto (2 dicembre), SWG (6 e 13 dicembre) e Tecnè (4 e 11 dicembre).
La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it