L'europarlamentare Carlo Fidanza indagato dalla procura di Milano

L'europarlamentare Carlo Fidanza indagato dalla procura di Milano

Ipotesi di reato: finanziamento illecito al partito e riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta 'lobby nera', nata da un'inchiesta giornalistica di Fanpage. La replica: "Sono sereno e ovviamente a disposizione della Procura per chiarire quanto prima ogni aspetto di questa vicenda"

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© AGF - Carlo Fidanza

AGI - L'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Carlo Fidanza è indagato dalla Procura di Milano per finanziamento illecito al partito e riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta 'lobby nera', nata da un'inchiesta giornalistica di Fanpage. Immediata la replica dell'esponente politico, che ha lasciato tutti i ruoli nel partito: "Ho appreso dagli organi di stampa di essere stato iscritto sul registro degli indagati - ha sostenuto l'ex capodelegazione di FdI al Parlamento europeo - Al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Sono sereno e ovviamente a disposizione della Procura per chiarire quanto prima ogni aspetto di questa vicenda".

Con Fidanza è indagato anche Roberto Jonghi Lavarini, l'esponente della destra radicale milanese noto come il 'Barone nero', anche lui protagonista dell'inchiesta di Fanpage. Il nucleo di polizia Economico-Finanziaria della GdF, su delega della Procura di Milano, ha perquisito oggi la sua abitazione.

L'inchiesta giudiziaria dei sostituti Pm Giovanni Polizzi e Piero Basilone, ha preso il via da quella giornalistica. La Procura ha acquisito le 100 ore di video girati in tre anni da un giornalista sotto copertura. Nei video si parlerebbe di finanziamenti arrivati irregolarmente da aziende e imprenditori per i contributi elettorali del partito, tornati nel giro legale attraverso società "lavatrici".

Sotto la lente degli investigatori anche eventuali profili di apologia del fascismo, sulla base dei saluti romani e frasi che inneggiano al Ventennio riprese nei filmati. Nei giorni scorsi sulla vicenda era intervenuta anche la leader di FdI Giorgia Meloni parlando di "polpetta avvelenate" in vista delle elezioni amministrative e chiedendo che venga reso pubblico tutto il materiale registrato.