Draghi toglie il segreto di Stato su Gladio e P2

Draghi toglie il segreto di Stato su Gladio e P2

All'Archivio centrale saranno pubblicati i documenti sui principali fatti di sangue del nostro Paese. La decisione nell'anniversario della strage di Bologna. Mattarella: "Quarantuno anni fa la Repubblica fu colpita al cuore, non tutte le ombre sono state dissipate".

stragi draghi segreto stato gladio P2

© Roberto MONALDO / POOL / AFP 
- Il presidente del Consiglio Mario Draghi

AGI - Colpo di scena nel giorno del 41* anniversario della strage di Bologna. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha siglato oggi una Direttiva che dispone la declassifica ed il versamento anticipato all’Archivio centrale dello Stato della documentazione concernente l’Organizzazione Gladio e la Loggia massonica P2. Lo rende noto palazzo Chigi.
 Si tratta di una iniziativa che va ad ampliare quanto già stabilito con una precedente Direttiva del 2014 (Governo Renzi), con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell'Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato.
Con questa nuova Direttiva il Presidente Draghi ha ritenuto doveroso dare ulteriore impulso alle attività di desecretazione. L’iniziativa adottata potrà rivelarsi utile ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso pubblico il suo pensiero nel giorno del 41* anniversario della strage della stazione di Bologna: "L’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità. Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti. I bolognesi e gli italiani seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani".