Green Pass, giustizia e ddl Zan: le sfide di Renzi al Pd 

Green Pass, giustizia e ddl Zan: le sfide di Renzi al Pd 

Cambiare le regole delle quarantene, rivedendole alla luce del Green Pass: Matteo Renzi affida alla newsletter riservata ai sostenitori la sua personale ricetta contro il rischio di nuove chiusure

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© Alberto PIZZOLI / POOL / AFP
- Matteo Renzi

AGI - Cambiare le regole delle quarantene, rivedendole alla luce del Green Pass: Matteo Renzi affida alla newsletter riservata ai sostenitori la sua personale ricetta contro il rischio di nuove chiusure. "I contagi crescono e cresceranno, ma per chi ha gli anticorpi nessun allarmismo. Il problema non è il numero delle persone contagiate, ma la terapia intensiva, l’ospedalizzazione, i decessi", spiega prima di lanciare l'appello al governo: "Spero che il Governo cambi le regole della quarantena: se un vaccinato entra in contatto con un positivo oggi va in quarantena per 14 giorni. Follia! Chi ha il Green Pass deve essere tutelato".

Una linea morbida sulla quarantena che Renzi vuole accompagnare con l'obbligo vaccinale per alcune categorie. "Chi lavora a scuola o negli ospedali, a mio avviso, dovrebbe avere l’obbligo vaccinale. Per tutti gli altri estenderei l’utilizzo del Green Pass sul modello Macron. Basta con le zone rosse: in zona rossa ci vada chi non è vaccinato. Chi ha gli anticorpi può andare dappertutto". In quest'ottica il leader di Italia Viva difende il vaccino per gli under 40: "Dire che non bisogna vaccinarsi sotto i 40 anni è una follia. Da sempre ho fatto una battaglia contro i No Vax. Penso che bisogna giocare la carta della franchezza: nelle settimane cresceranno i contagi perché la variante Delta è contagiosa, ma per chi è vaccinato il covid è poco più di una influenza".

Nonostante ciò, per Renzi va evitato l'obbligo vaccinale per tutti: "Sono favorevole al green pass, anche per i trasporti. Se dobbiamo tornare in 'zona rossa', ci vada chi non è vaccinato. E' l'unica strada per evitare l'obbligatorierà del vaccino". Un'ipotesi sposata invece dal segretario Pd, Enrico Letta, che ieri sera chiudendo la Festa de L'Unità a Testaccio ha ribadito: "Sono tra i favorevoli all'obbligo vaccinale. Non è una cosa che non esiste, ci sono già degli obblighi vaccinali. Non stiamo inventando una cosa nuova. Dopo quello che è avvenuto in questo anno e mezzo, mi chiedo cos'altro dobbiamo aspettare". Ma la distanza maggiore fra Renzi e il pd si registra sul Ddl Zan.

Il senatore di Iv considera "una vergogna" la scelta di Enrico Letta di non sedersi allo stesso tavolo con Matteo Salvini per trattare le modifiche al testo della legge contro l'omotransfobia. “È una vergogna non trattare sul ddl Zan. Il Pd si sta avvicinando troppo ai 5 Stelle. Quando dice che non si tratta sulla legge Zan ma si tratta sulla giustizia è strano. Come si fa a non trovare un punto di equilibrio?". E ancora: "Non capisco perché, oggi che la Lega ha dato la disponibilità, il Pd si è messo di traverso. Oggi il Pd è diventato il partito No Zan".

L'ultimo terreno di scontro nella maggioranza è quello sulla giustizia, con la difficile ricerca di un punto di caduta. Il presidente del Consiglio può ancora porre la fiducia sulla riforma del processo penale e, se così sarà, “voteremo la fiducia", afferma Renzi. "Se il governo non metterà la fiducia, lavoreremo in Parlamento”.

E perchè la determinazione sua e del suo partito sia chiara, Renzi annuncia la volontà di firmare il referendum sulla riforma della giustizia promosso dai radicali. Lo farà mercoledì a Roma: "Quando penso al referendum sulla giustizia non penso a Salvini ma ad Enzo Tortora".