"E' l'Alleanza più forte della storia", Draghi rilancia sulla Nato

"E' l'Alleanza più forte della storia", Draghi rilancia sulla Nato

Serrata l'agenda di missioni in ambito Ue del presidente del Consiglio

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AGI - La politica italiana e non solo continua a dibattere sul tema dei vaccini, ma il premier Mario Draghi sul punto è stato già chiaro nella conferenza stampa finale del G7 in Cornovaglia. Potrebbe intervenire ancora se dovesse essere necessario rassicurare ancora le Regioni e i cittadini, ma in ogni caso il presidente del Consiglio mantiene ferma la sua linea.

Si va avanti con le indicazioni fornite dal ministero della Salute e dal Comitato tecnico scientifico, anche perchè gli studi hanno dimostrato che il mix di vaccini è efficace. E dunque procedere senza timori nè incertezze. Il messaggio è quello del ministro Speranza, ovvero il divieto di AstraZeneca per gli under 60 e le garanzie fornite sulla vaccinazione eterologa utilizzata da altri Paesi.

Il presidente del Consiglio si presenta a Bruxelles per partecipare ai lavori del rilancio della Nato, il giorno dopo la fine del G7 e alla vigilia del vertice Ue-Usa e dell'incontro tra il Presidente americano Biden e il Presidente russo Putin. Nei prossimi giorni Draghi invece sarà a Barcellona e a Berlino, poi riceverà la presidente della Commissione Ue, Von der Leyen, per il via libera dell'Europa al Pnrr e il 25 parteciperà' al Consiglio europeo sul tema dei migranti.

Nella capitale belga Draghi ribadisce l'importanza dell'Alleanza. "E' la piu' potente e vincente della storia", riassume. Nel suo intervento non cita nè Russia nè la Cina ma avverte che occorrerà fronteggiare "chi non condivide i nostri valori", sottolineando l'importanza cruciale che l'Italia dedica al rafforzamento della cooperazione tra la Nato e la Ue.

"Stiamo costruendo - spiega - un'Ue più forte anche nel campo della sicurezza e della difesa, nella ferma convinzione del positivo contributo basato sulla complementarietà che l'architrave europeo può fornire per rafforzare ulteriormente la Nato. Vorrei sottolineare a tutti i nostri alleati non appartenenti alla Unione europea che questo è ciò che inequivocabilmente intendiamo per 'autonomia strategica dell'Ue'".

E conferma l'impegno del governo sulle operazioni e sulle missioni Nato e sulle spese per la Difesa. - "La sicurezza è un presupposto necessario per preservare e rafforzare le nostre democrazie e i nostri sistemi economici e sociali", premette il presidente del Consiglio. E' essenziale - osserva - che la Nato si rivolga alla Comunità Transatlantica.

"L'Italia - rimarca il premier - sostiene pienamente le decisioni odierne di avviare, attraverso la 'Nato 2030', un processo di ulteriore adattamento per il prossimo decennio e di aggiornamento del concetto strategico 2010, basato sui tre compiti fondamentali: difesa collettiva, gestione delle crisi, cooperazione in materia di sicurezza". 

Draghi a più riprese fa notare la differenza tra l'approccio del presidente americano Biden e quello del suo predecessore Trump. E il vertice serve proprio a rinsaldare quell'asse che si era "indebolito". "Pensate che la prima visita del presidente Biden è in Europa, provate a ricordarvi la prima visita del presidente Trump...".

Poi il capo del governo indica quali a suo parere sono le priorità dell'agenda dell'Alleanza. Occorre "mantenere la nostra superiorità tecnologica collettiva ed essere pronti ad affrontare tutti coloro che non condividono i nostri stessi valori e il nostro attaccamento all'ordine internazionale basato sulle regole e sono una minaccia per le nostre democrazie; preservare - aggiunge - la stabilità strategica e rinnovare anche i nostri sforzi per rafforzare il controllo degli armamenti, il disarmo e l'architettura internazionale della non proliferazione; affrontare le implicazioni per la sicurezza dei cambiamenti climatici; rafforzare - prosegue - la nostra resilienza nazionale e la nostra capacità di affrontare i problemi globali che interessano la nostra Alleanza regionale in un'epoca di vulnerabilità strutturale".

In ogni caso bisogna "guardare a tutte le direzioni strategiche, dalla regione indo-pacifica a un focus costante sull'instabilità della regione mediterranea". Nessun accenno da parte dei Capi di Stato e di governo sul dopo Stoltenberg, il cui mandato scadrà nel settembre del prossimo anno. In lizza c'e' l'ex premier britannico May ma nei giorni scorsi si è parlato anche della possibilità di una candidatura italiana.

"Oggi - conclude il presidente del Consiglio - il messaggio che possiamo inviare al resto del mondo è quello sancito dal Trattato di Washington: la coesione politica degli alleati e l'impegno incrollabile all'indivisibilita' della nostra sicurezza comune è e sarà il vero centro di gravità della Alleanza e la garanzia ultima della nostra difesa collettiva".