Letta rilancia le riforme e riparte dalla legge elettorale 

Letta rilancia le riforme e riparte dalla legge elettorale 

Sono quattro le proposte messe sul tavolo dal segretario del Pd, tra cui la battaglia contro il gruppo Misto di Camera e Senato e l'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione per regolare la vita dei partiti 

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Pierpaolo Scavuzzo / AGF - il segretario del Pd, Enrico Letta

AGI - Enrico Letta rilancia sul tavolo delle riforme e mette in campo quattro proposte: la "battaglia contro il gruppo Misto di Camera e Senato", la sfiducia costruttiva, "l'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione, per regolare la vita dei partiti", e una nuova legge elettorale.

Su quest'ultimo punto il segretario Pd osserva: "Non entro nei tecnicismi, ma la malattia democratica si è acuita con le liste bloccate e i criteri di cooptazione e fedeltà. Il cittadino arbitro, per dirla con Roberto Ruffilli, è stato espropriato, non decide nè i governi nè i parlamentari".

Si tratta di quella "democrazia malata" di cui letta aveva parlato, per la prima volta, al momento dell'assemblea che lo ha eletto segretario del Pd. "Queste - sottolinea Letta - sono le cose urgenti da fare. Tutte le forze politiche dovrebbero sentire la serietà e la gravità di queste questioni, prendersi impegni, guardare oltre il presente, smettere di essere sempre in campagna elettorale e di scaricare sui governi i problemi interni".

Le altre proposte

Quanto alle altre proposte, Letta osserva che il Misto "dovrebbe essere un faticoso purgatorio", ma è in realtà "un paradiso per parlamentari che fanno quello che vogliono e senza alcun controllo": per questo il leader dem suggerisce di sostituirlo con "il Gruppo dei non iscritti, come nel Parlamento europeo".

Quanto alla sfiducia costruttiva per sostituire un governo con un altro, "come in Germania", il segretario Pd ribadisce che "non si puo' fare se non indichi già la nuova maggioranza". "Gli anni Dieci del nuovo secolo - ragiona Letta - hanno evidenziato che la democrazia italiana è gravemente malata.

Per questo guardiamo con nostalgia alla fase del bipolarismo centrodestra-centrosinistra, Berlusconi da una parte, Prodi e l'Ulivo dall'altra, con la legge elettorale Mattarellum che consentiva una partecipazione piu' lineare e le maggioranze stabili". 

Negli anni Dieci, invece, "ci sono stati sette governi e sei premier in dieci anni, un record probabilmente assoluto.

Nello stesso periodo la Germania ha avuto la stessa Cancelliera, l'Olanda uno, la Spagna due primi ministri. Cito Paesi con un sistema istituzionale e politico non lontano dal nostro. Aggiungo: cambi di governo e di maggioranza. Fino ad arrivare a questa legislatura, agli ultimi tre anni con maggioranze diverse. E' - ammonisce - un guaio per il Paese".

Un rilancio che viene accolto con favore dal partito e in particolar modo da quell'area che aveva manifestato negli ultimi giorni qualche malumore per la linea seguita da Letta, in particolar modo sulla riforma fiscale.

L'apprezzamento di Base riformista

 ​"E' con grande soddisfazione che sosteniamo le proposte venute oggi da Enrico Letta, che vanno esattamente nella direzione da noi auspicata e che contengono proposte elaborate da parlamentari Pd che condividono il percorso di Base Riformista", si legge in una nota di Base Riformista, l'area politica del Pd guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti.

Il segretario "indica una strada giusta", sottolineano Dario Parrini, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, e Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali alla Camera: "modifica dei Regolamenti parlamentari contro la piaga del transfughismo; modifica puntuale della Costituzione per dare piu' stabilità ai governi con la sfiducia costruttiva; due riforme, fattibili con legge ordinaria, per garantire e promuovere la democrazia nella vita interna dei partiti e per cambiare la legge elettorale in modo che i cittadini tornino sovrani nella scelta sia dei loro rappresentanti in Parlamento che della maggioranza di governo".

E la capogruppo al Senato, Simona Malpezzi, assicura che a palazzo Madama il Pd "lavorerà affinchè possano esser discusse presto e approvate a larga maggioranza".