Aggredita coppia gay a Roma, dura condanna della politica

Aggredita coppia gay a Roma, dura condanna della politica

Picchiati due giovani che si stavano baciando in una stazione. Letta: ora approvare il ddl Zan

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© Foto: Kristian Cabanis /Agf Creative  - ¬†Gay, omosessualit√†, omosessuali

AGI - Un'aggressione omofoba alla stazione di Roma Valle Aurelia si è trasformata in un caso politico, con appelli ad approvare celermente il ddl Zan che inasprisce le pene per l'omofobia. L'episodio risale alla sera del 26 febbraio ma è stato reso noto solo ora per agevolare l'iter legale: un uomo ha attraversato i binari e ha colpito con  calci e pugni due ragazzi che si stavano baciano, hanno denunciato le  associazioni Gaynews e Gaynet Roma che su fb hanno postato un video del pestaggio. "Mentre mi baciavo col mio compagno, abbiamo sentito improvvisamente un uomo urlare dalla banchina di fronte: 'Che cosa fate? Non vi vergognate?'", ha  raccontato uno dei due giovani, l'attivista Jean Pierre Moreno. "Dopo avergli risposto: 'Ma a teche ti frega?' e aver ripreso a baciarmi col mio compagno, il tizio ha attraversato i binari e ci ha raggiunti, colpendo prima all'occhio il mio compagno e dando inizio a una colluttazione.

La denuncia di Gaynet

"Denunciamo con sgomento l'aggressione subita da Jean PierreMoreno, rifugiato e socio dell'associazione, presso la stazione dei treni di Valle Aurelia in Roma, che stiamo seguendo grazie al supporto legale di Rete Lenford", ha spiegato Gaynet Roma. "Sfortunatamente l'iter con le forze dell'ordine non è stato facile - prosegue il post -. La polizia ha faticato a comprendere il movente omofobo ed e' servita una integrazione della denuncia per mettere nero su bianco la richiesta di recuperare i video delle telecamere di sicurezza, che proverebbero la dinamica dei fatti".

Unanime condanna politica

Dal mondo politico è arrivata una condanna pressoché unanime. Le Sardine hanno ricordato come "pochi giorni fa a Inverigo (Como) un altro ragazzo era stato preso a sassate da 15 persone perché ama il colore rosa e lo ha scelto per i suoi capelli". "E poi c'è chi nega o minimizza l'omofobia e la violenza della discriminazione", ha lamentato il movimento.

Raggi, offesa la città

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha espresso "solidarietà e vicinanza ai due ragazzi vittime di un'aggressione alla stazione Valle Aurelia". "Ogni forma di discriminazione e violenza va fermamente condannata. Episodi come questo rappresentano un'offesa intollerabile verso tutta la nostra comunità", ha twittao.

L'impegno di Letta 

 "Solidarietà e vicinanza a Jean Pierre per l'intollerabile aggressione di Valle Aurelia", ha twittato il segretario dem, Enrico Letta, "l'impegno del Pd contro l'Omofobia e a favore del ddl Zan proseguirà con ancora maggiore determinazione. Basta!". 

La solidarietà di Giorgia Meloni

Sull'episodio è intervenuta anche la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Rimango scioccata davanti questa assurda e brutale violenza a Roma a danno di un ragazzo che, dalle ricostruzioni della stampa, sarebbe stato aggredito solo perché baciava il suo compagno", ha scritto su Facebook, "spero che il responsabile di questa vigliacca violenza la paghi: queste immagini sono indegne per un Paese civile. La mia piena solidarietà al ragazzo aggredito". 

Il ddl Zan

Da più parti è venuto l'invito ad approvare il ddl Zan contro l'omotrasnsfobia, che a novembre aveva ricevuto il primo sì dalla Camera ed è ora all'esame del Senato. Il provvedimento, che ha preso il nome dal relatore dem e attivista Lgbt Alessandro Zan, ha attinto a proposte di legge di iniziativa di deputati di Leu, Pd, M5s ed anche Fi. Tra le novità ci sono le pene che prevedono la reclusione fino 18 mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”; carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi.