Sul caso AstraZeneca il governo è cauto e attende l'Ema

Sul caso AstraZeneca il governo è cauto e attende l'Ema

Von der Leyen ha comunicato a Draghi che l'Agenzia Europea per il Farmaco ha avviato una ulteriore review accelerata del siero prodotto dalla casa anglo-svedese

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Vaccino AstraZeneca in Irlanda

AGI - Attesa per la revisione annunciata da Ursula von der Leyen sui vaccini AstraZeneca. E fiducia nella valutazione dell'Agenzia europea per il farmaco (Ema) secondo cui al momento non c'è l'evidenza di un nesso tra la somministrazione del vaccino di AstraZeneca e i casi di trombosi segnalati in diversi Stati della Ue. 

Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia hanno sospeso le inoculazioni con il lotto sospetto, l'Abv5300, mentre Danimarca, Norvegia e Islanda sono andate oltre e hanno sospeso tutte le somministrazioni del siero di AstraZeneca. L'Italia ha invece bloccato un lotto sospetto, l'Abv2856.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto in mattinata un colloquio telefonico con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. E' stata la stessa presidente dell'esecutivo Ue, nel corso del colloquio, a sottolineare che non ci sono al momento evidenze tra la somministrazione di vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi.

Von der Leyen ha comunicato a Draghi che l'Ema ha avviato una ulteriore review accelerata del siero prodotto dalla casa anglo-svedese.

Cautela dunque, è quanto filtra dal governo. La stessa cautela espressa in giornata da Francia, Spagna e Germania che al momento non hanno intenzione di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19.

Nella giornata di venerdì, il premier, che visiterà nel pomeriggio il centro vaccinale di Fiumicino, potrebbe dare delle indicazioni in più sia sul caso specifico che in generale sulla campagna vaccinale che il governo intende mettere in atto.

Quello che emerge, comunque, è che anche se ci dovesse essere qualche problema con le dosi di AstraZeneca non si tratterebbe di un numero di dosi sufficienti a mettere in crisi la campagna di vaccinazione, considerato che l'Italia si attende un arrivo massiccio di dosi entro il secondo trimestre dell'anno anche di altre case farmaceutiche. 

Lo stesso palazzo Chigi l'altro ieri aveva parlato di "un netto incremento delle dosi di vaccino anti Covid disponibili" entro aprile "per un ammontare complessivo di oltre 36,8 milioni di dosi Pfizer AstraZeneca e Moderna". Già mercoledì il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha detto che l'auspicio è che si arrivi a 50 milioni di dosi di vaccino per il secondo trimestre e fino a 80 milioni nel terzo trimestre".