La  nuova provocazione di Beppe Grillo: "Mi candido a segretario del Pd"

La  nuova provocazione di Beppe Grillo: "Mi candido a segretario del Pd"

Il  fondatore del Movimento 5 stelle, dopo 12 anni, ci riprova: "Se mi invitate vengo. Io ci sto un anno, un annetto"

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©  (Afp) - ¬†¬†Beppe Grillo

AGI -  E dodici anni dopo Grillo ci ‘riprova’. Era il 12 luglio 2009 quando il fondatore del Movimento (che nascerà il successivo 4 ottobre dello stesso anno, giorno di San Francesco), si candida alle primarie - e dunque alla guida - del "Pdmenoelle" dalle pagine del suo blog. Il no alla sua provocazione era scontato, ma Grillo insiste e oggi – dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario che scuotono il partito e situazione politica mutata, con i Dem al governo anche con Forza Italia ed M5s e non più all’opposizione di Berlusconi  – rilancia. 

“Vi invito, se mi invitate vengo, faccio il segretario, vi ripeto, del partito Democratico  elevato, ci mettiamo 2050 nel simbolo, io ci sto un anno, un annetto, Conte sta di la' un annetto, parliamo con tutti e facciamo dei progetti comuni. Questa e' l'idea che mi e' venuta stanotte", scrive l'ormai garante di M5s -. Ecco perchè non dormo e quindi dovrò prendermi dei tranquillanti, grazie. Mi ero iscritto al Pd qualche anno fa, vi ricordate alla sezione di Arzachena, poi mi dettero indietro i soldi e la tessera e Fassino fece la sua premonizione dicendo: si prenda, si faccia un partito" ricorda ancora 'l’elevato', bacchettato dal Dem Tommaso Nannicini che replica: per candidarsi alla guida del Pd servono due requisiti di base: Iscriversi al Pd. Rimangiarsi i 'Vaffa' contro una comunità che ha una voglia matta di buona politica, non di avanspettacolo di serie C".

"Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini", scriveva Grillo nel 'manifesto' della sua prima candidatura, lontano dalla proposta odierna di viaggiare, in questa fase, insieme ai Dem per raggiungere obiettivi in comune.  

"Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali - proseguiva - Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano", aggiungeva.  Un "soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto. Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla”, sferzava ancora Grillo.

A rileggere le notizie stampa di quel giorno è un fioccare di reazioni. C’è, immediato, il commento del presidente dell'Italia dei Valori (sotto il cui simbolo, oggi, vuole avanzare il nuovo progetto di alcuni dissidenti M5s, in Senato) Antonio Di Pietro: "La candidatura di Grillo a segretario del Pd e' una gran bella notizia. Cosi anche noi dell'Italia dei Valori potremo avere interlocutori ai quali non fa schifo dialogare con la nostra forza politica, salvo poi cercare voti al momento delle elezioni come pretendono i notabili del Pd. Peccato che con una scusa o un'altra la candidatura di Grillo, come la mia delle precedenti primarie, verra' respinta perche' non si deve disturbare il manovratore".

E il giorno dopo lo stesso Di Pietro, osservava: "Vedo che molti nel Pd fanno a gara per irridere la candidatura di Grillo a segretario di quel partito, eppure il suo e' l'unico programma esposto, molto piu' articolato delle idee che finora abbiamo sentito dagli altri candidati. Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d'interessi, l'acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l'informazione libera, con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: sono tutti punti che l'Idv sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide. Insomma, un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i soloni della politica a irriderlo".

"A Grillo vorrei dire che il Pd non e' un tram su cui si puo' salire all'occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non puo' candidarsi a guidarlo. Credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente", dichiarava, di contro, Giovanna Melandri.

"Il partito non è un autobus sul quale salire e fare un giretto". Era la sottolineatura di Pierluigi Bersani che, candidato alle primarie, inaugurando il suo comitato elettorale, Bersani aggiungeva: è "una proposta che testimonia che abbiamo allestito un partito che puo' essere ritenuto come un'occasione da prendere per sviluppare la propria politica. Il partito è una cosa seria e il congresso sarà anche un'occasione per riflettere sulle regole che ci siamo dati. Deve avere un suo profilo, una identità e regole certe, non puo' essere confuso come una galassia a cui ognuno può partecipare".

Le regole "per iscriversi al Partito Democratico sono chiare e precise. Mi sembra molto difficile che la richiesta di iscrizione al partito di Beppe Grillo contenga i presupposti e abbia i requisiti necessari per il rilascio della tessera del Pd", affermava Maurizio Migliavacca, responsabile organizzazione del Partito Democratico.

Secondo lo statuto del Pd la domanda di iscrizione di Grillo “non sarebbe accettabile", spiegava Stefano Ceccanti, senatore del Pd. "Il comma 8 dell'articolo 2 precisa: 'Sono esclusi dalla registrazione nell'Anagrafe degli iscritti e nell'Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici'. Dato che i partiti politici sono quelle realta' associative che si presentano alle elezioni e dato che in piu' casi Grillo e' stato promotore di liste in concorrenza col Pd se ne ricava che l'iscrizione dovrebbe essere rifiutata. Nelle Primarie 2007 furono legittimamente rifiutate le candidature di Di Pietro e Pannella che erano espressione di altri partiti alleati del Pd. Sarebbe illogico  accettare Grillo che non e' neanche un alleato, concludeva.

 Intanto, la tessera del Pd, indispensabile per partecipare alle primarie del partito, Beppe Grillo provava a prenderla ad Arzachena, il comune sardo sul cui territorio ricade la Costa Smeralda e dove il comico genovese possiede una casa da anni. Nel centro del paese smeraldino, incontrava il responsabile cittadino del partito, Andrea Filippeddu, firmando il modulo di adesione e versando la relativa quota.

Ma, dal coordinamento provinciale di Olbia-Tempio del Pd, il segretario, Salvatore Masia, faceva sapere di non poter rilasciare la tessera in quanto il richiedente non risiede in Gallura.

Mentre Grillo , annunciava: "Mi sono iscritto stamane ad Arzachena: ho fatto la domanda sia online sia fisicamente e ho dato 16 euro di tariffa... di quota. Poi, se troveranno che il terzo comma del quarto regolamento del quinto paragrafo bis del loro regolamento, che mi sono letto tutto e garantisco che non esiste, insomma se si inventeranno qualcosa, pagheranno le conseguenze".

E illustrava il suo progetto: "Un partito serio, che sia di destra o di sinistra - confessava - non mi interessa. Per un Parlamento pulito. Un partito del conflitto d'interessi, delle concessioni tv. Deve diventare - prosegue - il partito delle cinque stelle e questo vuol dire che si deve occupare dell’ acqua pubblica e non privata, invece non hanno detto niente su questo ne' sull'energia nucleare". "Loro  sopravvivono perche' sono chiusi nel loro loft con le loro sovvenzioni statali. Si capisce che non c'e' niente dietro. Basta aprire le finestre e fare entrare un po' d'aria: sono al buio, ammuffiti, si sente odore di naftalina. Dicono cose che non hanno senso, sono - concludeva allora il comico - esilaranti".