Addio a Carlo Tognoli, ex amatissimo sindaco socialista di Milano 

Addio a Carlo Tognoli, ex amatissimo sindaco socialista di Milano 

Guidò la città dal 1976 al 1986 e fu il più giovane primo cittadino del capoluogo lombardo. Disse di Tangentopoli: "Forse qualcuno meritava di finire alla sbarra, ma aver fatto di tutta l'erba un fascio è stato un errore imperdonabile"

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© AGF - Carlo Tognoli

AGI - Carlo Tognoli ex sindaco socialista di Milano, ministro, deputato ed europarlamentare, si è spento a 82 anni questa mattina nella sua abitazione. Nei mesi scorsi aveva contratto il Covid mentre si trovava in ospedale per una frattura al femore. Era stato dimesso pochi giorni fa. Ha guidato Milano per dieci anni, dal 1976 all'86, aggiudicandosi il titolo di più giovane sindaco della città: aveva solo 38 anni.

È stato ministro del turismo con Giulio Andreotti e ministro per i problemi delle aree urbane con Ciriaco De Mita. Rappresentante del Partito Socialista Italiano a cui si iscrisse nel 1958. E proprio al Psi, la famiglia ha comunicato la notizia della sua morte. Immediati i commenti di Bobo Craxi: "Carlo Tognoli, un pezzo della storia milanese, della Storia Socialista e anche della nostra vita che se ne va. Un grande dolore", ha scritto su Twitter.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala lo ricorda come "un grande sindaco della nostra città, un uomo politico concreto e aperto alle riforme. Un milanese vero. Per me un maestro e un amico sincero. Mi unisco al dolore della famiglia".  "Carlo Tognoli è stato un sindaco amatissimo che ha affrontato gli anni difficili dell'uscita dal terrorismo dando un'impronta alla città che ha segnato un lungo periodo", è il commento dell'ex primo cittadino milanese Giuliano Pisapia. Che aggiunge: "Con la sua scomparsa Milano perde una figura di riferimento, un protagonista del dibattito pubblico ascoltato e rispettato".

Prima della carriera politica lavorò come perito chimico in una azienda farmaceutica. Poi cambiò strada e si dedicò al partito, quel Psi di Pietro Nenni: divenne giovane dirigente del Psi dal 1958 al 1962, consigliere comunale del Comune di Cormano dal 1960 al 1970 e segretario cittadino del Psi dal 1969 al 1970.

Iniziò a ricoprire ruoli di rilievo dal 1970 quando divenne assessore del Comune di Milano fino al 1976, anno della sua elezione a primo cittadino. Fu anche giornalista e direttore del mensile Critica Sociale dal 1981 al 1992. A Milano, prima di diventare sindaco fu anche assessore all'assistenza e Sicurezza sociale, poi al Demanio e al patrimonio, e infine ai Lavori pubblici.

Dal 1984 al 1987 fu membro del Parlamento Europeo nelle liste del Psi, poi venne eletto alla Camera dei deputati e successivamente ricoprì dal 1987 al 1992 la carica di ministro per i problemi delle Aree Urbane (nei governi Goria e De Mita) e poi di Ministro del Turismo e dello Spettacolo nei governi Andreotti VI e VII. +

La sua vita cambiò con Tangentopoli, quando nel '92 ricevette un avviso di garanzia e si allontanò dalla scena politica. Gli fu vicino Enrico Cuccia, come spesso ha ricordato, che gli offrì un incarico in Mediobanca. In un'interviste disse "Non voglio parlare dei miei processi, tutti finiti bene. Mi limito a osservare che con Mani Pulite è iniziato il declino dell'Italia. La giustizia sommaria di quel periodo ha decapitato una classe dirigente, non solo sul terreno politico, ma anche su quello delle imprese. Forse qualcuno meritava di finire alla sbarra, ma aver fatto di tutta l'erba un fascio è stato un errore imperdonabile".

Negli anni successivi, dal 2003 al 2005, è stato Presidente del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. E a seguire, presidente della Fondazione Ospedale Maggiore di Milano.