La chiusura degli impianti sciistici fa insorgere la Lega: "Basta con il metodo Conte"

La chiusura degli impianti sciistici fa insorgere la Lega: "Basta con il metodo Conte"

I capigruppo del Carroccio Romeo e Molinari chiedono un cambio dei tecnici

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© Agf - Riccardo Molinari

AGI - La Lega insorge contro la decisione del ministro della Salute, Roberto Speranza, di prorogare la chiusura degli impianti sciistici fino al 5 marzo. I capigruppo del Carroccio alla Camera e al Senato, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, prendono decisamente posizione: "Non si può continuare con il 'metodo Conte', annuncio la domenica e chiusura il lunedì, ad opera del trio Ricciardi-Arcuri-Speranza".

Aggiungono Romeo e Molinari: "Serve un cambio di passo e rispetto per la gente di montagna e per chi lavora, oltre a rimborsi veri e immediati. Al di là di Speranza, appena riconfermato ministro, è necessario un cambio di squadra a livello tecnico”, chiariscono.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha visto i tre ministri della Lega, Massimo Garavaglia, Erika Stefani e Giancarlo Giorgetti. Al termine dlel'incontro ha detto: “Subito al lavoro con i ministri della Lega. In ufficio o sui territori, siamo pronti a incontrare famiglie e imprese da troppo tempo in attesa degli aiuti promessi. Garavaglia non sarà al ministero ma sul territorio per incontrare personalmente operatori dello sci e del turismo invernale. Gli altri impegni urgenti dei ministri della Lega saranno con le associazioni dei disabili e per affrontare i dossier lasciati aperti dal precedente governo: pensiamo a Ilva, Alitalia e al sostegno alle troppe imprese dimenticate”.

Secondo i ministri dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e del Turismo, Massimo Garavaglia gli indennizzi per la montagna "devono avere la priorità assoluta. Quando si reca un danno, il danno va indennizzato, già subito nel prossimo decreto”.

La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione: che risposte si danno e in che tempi al documento predisposto dalle regioni? Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa. Probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop", rilevano ancora i due ministri della Lega.

"È prima di tutto - concludono - una questione di rispetto per un sistema delicato che tanto contribuisce al benessere del Paese".