Conte si dimette, la crisi nelle mani di Mattarella

Conte si dimette, la crisi nelle mani di Mattarella

Ora dagli scenari si passa alla verifica sul campo, con le consultazioni al Quirinale

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© Armando Dadi / AGF 
- La sala del giuramento al Quirinale

AGI -  Con le dimissioni di Giuseppe Conte, la crisi di governo si apre formalmente e la ricerca degli scenari possibili passa dalla categoria dei rumors alla verifica sul campo. A quella penserà Sergio Mattarella, che riceverà al Quirinale il presidente del Consiglio dopo la riunione del governo a Palazzo Chigi convocata per ufficializzare la decisione di Conte.

Una maggioranza stabile e un governo coeso. Saranno questi i parametri con i quali Sergio Mattarella valuterà i passi che dovranno seguire alle dimissioni di Conte.In realtà, il percorso non dovrebbe riservare, almeno nell'immediato, grandi sorprese. La prassi e i precedenti prevedono che dopo le dimissioni del presidente del Consiglio il Capo dello Stato indica le consultazioni dei gruppi, che potranno essere accompagnati dai leader di partito o di coalizione.

Saranno sicuramente 'consultazioni lampo', perché più volte il Presidente ha richiamato tutti a diradare rapidamente le incertezze, ma il sondaggio dei gruppi di Camera e Senato viene considerato da Mattarella necessario anche per rispetto del Parlamento.

Quella di ieri è stata una giornata, di nuovo, convulsa: a lungo erano circolate voci che anticipavano al pomeriggio l'appuntamento al Colle da parte del premier. Come se molti commentatori e osservatori avessero dimenticato la 'grammatica istituzionale' che prevede appunto che il Consiglio dei ministri sia informato delle intenzioni del suo 'primus inter pares'.

Visto poi che non tutti in maggioranza sono stati concordi sulla strategia da usare per evitare la crisi, alla fine Conte ha deciso di lasciare passare ancora qualche ora per far sedimentare la polvere e, secondo alcuni, anche per trovare qualche altro sostegno in Parlamento dopo la cesura delle dimissioni invocata da molti responsabili.

Ormai pronunciata la parola dimissioni, la palla passa dunque al Capo dello Stato, e a ridosso delle consultazioni si verificherà anche se davvero nascerà quella 'gamba di centro' a sostegno dell'esecutivo più volte evocata in questi giorni e nuovamente in cima alle attese di oggi