La sfida in Aula di Renzi a Conte: "Serve un governo forte, vediamo se arrivi a 161 voti"

La sfida in Aula di Renzi a Conte: "Serve un governo forte, vediamo se arrivi a 161 voti"

Intervento del leader di Italia viva in Senato: "Premier più preoccupato di poltrone che di futuro, il suo arrocco istituzionale è dannoso al Paese"

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AGI - Pesante attacco di Renzi al premier Conte. Intervenendo al Senato, il leader di Iv ha definito "dannoso per il Paese" l'arrocco istituzionale del presidente del Consiglio, accusandolo di essere più preoccupato di poltrone che del futuro dell'Italia. Renzi ha parlato anche di maggioranza raccogliticcia e di mercato indecoroso di voti e ha sfidato apertamente il capo del governo: "Vediamo se riesce ad arrivare a 161 voti", ha detto. 

"Questo luogo esige e merita rispetto, la sua valutazione signor presidente rispetto al fatto che questa crisi è incomprensibile, mi impone di guardarla negli occhi e di dirle cosa ha portato tutti noi ad allontanarci dal governo" Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo a Palazzo Madama.

"Noi pensiamo che il suo non sia il governo più bello del mondo, il governo migliore del mondo. Pensiamo che per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte, ha aggiunto Renzi. "Non basta la narrazione del 'gli altri Paesi ci copiano, siamo un modello'". 

Ha aggiunto Renzi: "C'è bisogno di dirci le cose in faccia, in modo tranquillo. Non è il momento della crisi? Questo è un momento opportuno, ora o mai più si può fare la discussione. Ora ci giochiamo il futuro, non fra sei mesi. Ora o mai più perché c'è un nuovo presidente degli Stati Uniti".

"Ora o mai più perché qualche giorno fa sono stati fatti degli accordi impressionanti in medio Oriente. Ora o mai più - ha spiegato Renzi - perché Merkel e Macron hanno siglato accordi con la Cina mentre noi siamo rimasti a guardare", ha aggiunto Renzi. Ora o mai più perché questo è l'anno del G20 in Italia".

E ancora: "Ora o mia più pr l'economia, abbiamo il 160 per cento di debito e i ragazzi pagheranno il conto più di altri di questa crisi. Ora o mai più per il Mes".

Ci sono tre "macigni", tre record negativi che fanno del governo Conte un governo che "non può affrontare la "tragedia in corso". Matteo Renzi dice di voler "guardare negli occhi il presidente del consiglio" e sottolinea: "L'Italia è il Paese messo peggio al mondo sull'economia. L'Italia è il Paese al mondo con il peggior rapporto fra popolazione e decessi per Covid, occorre investire in sanità, farlo meglio e farlo adesso. Abbiamo il record negativo nella crisi educativa e scolastica: non se ne parla mai in modo compiuto, ma il dato di fatto è che l'Italia ha mandato i suoi ragazzi a scuola meno degli altri paesi in Europa. Questi tre record negativi sono macigni di cui lei non ha parlato, signor Presidente, nel suo discorso".

Renzi ricorda anche quando a maggio, in occasione del voto di sfiducia al ministro Alfonso Bonafede, "lei, Presidente, si alzò in questa Aula e chiese alla maggioranza un gesto di responsabilità. Noi l'abbiamo seguita", ricorda Renzi. Al contrario, quando "nel mese di luglio io mi sono alzato in questo banco e ho chiesto che il mese di agosto fosse dedicato solo a parlare del recovery plan, ma non siamo stati seguiti". Nel mese di settembre "Italia Viva, ma non solo Italia Viva, ha chiesto un cambio di passo. Nel mese di novembre ci siamo incontrati due volte a Palazzo Chigi e ci siamo detti di incontrarci per i tavoli a novembre; a dicembre abbiamo inviato una lettera di quattro pagine a cui non ha risposto, nel mese di gennaio abbiamo inviato un dossier alle forze di governo con le cose da fare".

Insomma, "non è vero che siamo stati poco pazienti. Forse siamo stati troppo pazienti", dice ancora Renzi invitando conte a "guardarsi dentro e decidere. Chi dice che durante la pandemia non si può fare politica nega la libertà di fare politica".