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A Italia viva il rimpasto non basta

A Italia viva il rimpasto non basta

Ancora stallo nel governo. Maria Elena Boschi conferma che i ministri di Renzi sono pronti alle dimissioni e chiede a Conte di fare in fretta. Il Pd cauto sulla crisi: "Sì alla ripartenza della coalizione ma no a giochi di potere lontani dagli interessi degli italiani"

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© Giuseppe Nicoloro / AGF 
- Maria Elena Boschi

AGI - "Noi siamo pronti al dibattito in Parlamento e le nostre ministre sono pronte a dimettersi. Conte si decida". Mentre resta lo stallo tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi sul futuro dell’esecutivo, Italia Viva ribadisce al presidente del Consiglio la sua posizione: in una intervista a La Stampa, la capogruppo di Iv, Maria Elena Boschi ripete che i renziani hanno “posto questioni di merito: dal piano vaccini all'Alta velocità, dalla riapertura delle scuole all'utilizzo del Mes per la sanità” ma aggiunge che “a oggi, non c’è stata ancora nessuna risposta dal Governo".

Boschi considera “legittimo” il tentativo di Conte di verificare un possibile sostegno alla maggioranza da parte dei ‘responsabili’, ma “l'importante è che non perda tempo", aggiunge.

L’esponente renziana respinge la "narrazione che viene dagli uffici del premier che ci accontenteranno con un rimpasto. Non è così”. Di una cosa si dice certa la capogruppo di Italia viva: "L'unico scenario che non vedo praticabile - dice - sono le elezioni anticipate: nessuno le vuole e chi le minaccia lo fa soltanto per impaurire gli altri".

Il Pd, per voce del segretario Nicola Zingaretti, prova ad allontanare lo spettro della crisi e chiede una “ripartenza” della coalizione di governo: "Il Pd vuole superare le conflittualità all'interno della maggioranza e un clima di incertezza che può arrecare danni all'azione di Governo e alle condizioni di vita del Paese - dice il segretario dem intervistato dal Corriere della Sera - Alla luce del sole, da mesi, sollecitiamo una ripartenza della nostra coalizione che deve saper affrontare la ricostruzione dell'Italia. Un'iniziativa per rilanciare, distante da posizioni che invece rischiano di essere liquidatorie o solo distruttive. La crisi in un momento di emergenza verrebbe vissuta come un gioco di potere, lontano dagli interessi dell'Italia", conclude Zingaretti.

E anche per il vice segretario dem, Andrea Orlando, sarebbe "molto difficile" spiegare spiegare agli italiani una crisi di governo e l'avvio di consultazioni in una fase così complessa della gestione della pandemia.

Contro Renzi si scaglia Beppe Grillo che cita Marco Tullio Cicerone per intervenire sulla attuale situazione di governo, senza mai fare nomi e cognomi dei protagonisti. "L'8 novembre del 63 a.C., anno cruciale per la storia di Roma, il Console Cicerone pronunciò in senato un severo discorso contro Lucio Sergio Catilina. Ne ripropongo qui un estratto lasciando a voi l'ispirazione per la sua adattabilità nell'affrontare la realtà", scrive il garante del Movimento 5 stelle. "Quo usque tandem (fino a che punto) approfitterai della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora la tua pazzia si farà beffe di noi?”, scrive Grillo sul suo blog.

E una stoccata a Renzi arriva anche da Massimo D’Alema: “Non credo che possa passare per la mente di nessuno l'idea di mandare via da Palazzo Chigi l'uomo più popolare del Paese per fare un favore a quello più impopolare" dice l’ex premier in una intervista a La Repubblica. "È un precetto che nel 1996 e nel 2014, diciamo, non valeva”, replica sarcastico il deputato di Iv, Luigi Marattin. L’opposizione intanto continua ad attaccare, con il leader della Lega Matteo Salvini che invoca la piazza: "Stiamo lavorando per mandarli a casa in Parlamento, nelle Regioni, nei comuni e nelle piazze – dice Salvini – siamo pronti e pronti a tornarci in maniera controllata, distanziata, educata ma determinata perché non si può andare avanti in balia dei cambiamenti di umore di Conte". “Basta scuse e giochetti di palazzo, mollino le loro amate poltrone: prima vanno a casa e meglio è per tutti", aggiunge la leader di FdI, Giorgia Meloni.